Fattorino resta incastrato sotto al tram e perde una gamba: scatta lo sciopero dei rider

I fattorini di Milano incroceranno le braccia nella giornata di venerdì 25 maggio

il terribile incidente che è costato la gamba al 28enne

Niente consegne a domicilio nella giornata di venerdì 25 maggio. La Filta (Federazione italiana lavoratori trasporti) Cgil Milano Lombardia ha proclamato lo sciopero di "tutti i lavoratori che consegnano merce e cibo mediante l’utilizzo di cicli e motocicli indipendentemente dalla forma contrattuale che li riguarda". La decisione è arrivata dopo l'incidente sul lavoro che è costato la gamba destra a Francesco Iennaco, fattorino di Just Eat che nel pomeriggio di giovedì, durante una consegna in motorino, è rimasto incastrato sotto un tram in via Montegani a Milano.

Intanto emergono nuovi dettagli in merito all'incidente che è costato la gamba destra a Francesco. Lui stesso, intervistato dal Corriere della Sera, ha detto di essere caduto a causa del pavé dissestato: "Ero dietro al tram. A destra della rotaia c’era una buca, al centro i masselli erano tutti sconnessi — ha detto al quotidiano di via Solferino —. Allora mi sono portato appena a sinistra, ma c’era una buca anche lì, ho perso l’equilibrio e sono caduto mentre il tram arrivava dall’altra parte".

Lo sciopero

Il sindacato "chiede l’immediata convocazione di un tavolo di confronto al fine di concordare le forme migliori di contrattualizzazione dei lavoratori interessati, la modalità di organizzazione del lavoro, le corrette retribuzioni, le giuste tutele per l’incolumità di chi quotidianamente opera sulle strade delle città, la corretta formazione per la sicurezza, un adeguato investimento sugli strumenti di lavoro, la necessaria tutela sanitaria e professionale".

La Filt Cgil Milano invita tutti i lavoratori "a mobilitarsi per aprire una vera e proficua contrattazione con le organizzazioni firmatarie del contratto nazionale del trasporto merci e della logistica e affinché il legislatore intervenga con norme chiare e di garanzia per i lavoratori e i consumatori".

"Qui non si parla solo di diritti negati ma di equiparare legalmente questo tipo di attività a un lavoro subordinato, così come avviene nel resto del mondo. Una lotta volta a garantire diritti e tutele ai rider italiani che ogni giorno si trovano ad affrontare percorsi a ostacoli urbani per consegnare pasti a domicilio, subendo, spesso, gravi incidenti. È, dunque, inaccettabile che in un paese civile questa categoria ancora ibrida, tra lavoro dipendente e autonomo, non abbia una precisa inquadratura contrattuale — ha dichiarato Paolo Capone, segretario generale dell’Ugl —. Tra l’altro in Italia si tratta di un lavoro molto richiesto tra i giovani, sia studenti sia neolaureati: circa 90 mila lavoratori impiegati in oltre 200 piattaforme di sharing economy con un giro d’affari stimato attorno ai 3,5 miliardi di euro e con prospettive di crescita fino a 25 miliardi al 2025".

Non solo: mercoledì 23 maggio il gruppo Deliverance Milano ha organizzato un presidio davanti a Palazzo Marino, sede del comune di Milano, con l’hashtag #nonaspettiamoilmorto. 
 

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