Sciopero treni Trenord per due giorni: "Vogliamo il referendum"

L'Orsa: "Pronti a fermarci anche a marzo e a fare uno sciopero al mese"

Treni fermi

Ci risiamo. Un altro sciopero (il secondo di quest'anno) che potrebbe inaugurare una lunga serie (ne potrebbe essere programmato un altro a marzo). 

Si fermano i macchinisti e i capitreni del sindacato Orsa. L'agitazione sarà dalle 3 di martedì 19 febbraio alle 2 di mercoledì 20 febbraio, con una tregua - ma i convogli potrebbero essere in ritardo lo stesso - dalle 6 alle 9 e dalle 18 alle 21. 

In sostanza: i treni si fermeranno anche se non saranno arrivati a destinazione. Con una scia di ritardi che potrebbe allungare l'ombra fino a mercoledì. Gli iscritti al sindacato sono un migliaio; una buona fetta dei dipendenti Trenord. 

La protesta è sul referendum (non indetto) sul nuovo contratto aziendale, firmato però dalle altre sigle sindacali. Buste paga meno pesanti dei parigrado di Trenitalia - si parla fino a 200 euro in meno -, turni "strani" (da mezz'ora al giorno a 12 ore consecutive) e, soprattutto, la poca chiarezza dell'azienda, che "non ha fatto votare". 

"Ci dispiace per i viaggiatori — dice al Corriere Adriano Coscia, segretario regionale Orsa —. La nostra però non è una battaglia per strappare un aumento in busta paga. È invece per la democrazia. Nemmeno negli stabilimenti di Mirafiori, un nuovo contratto entra in vigore senza l'approvazione referendaria dei lavoratori. Purtroppo succede dentro Trenord".