Sciopero generale a Milano, rischio caos per i mezzi: stop di 24 ore a metro, bus Atm e treni

Sciopero generale di 24 ore tra il 24 e il 25 ottobre. Rischio caos per i trasporti

Ventiquattro ore di protesta. Ventiquattro ore di potenziali disagi. Tra il 24 e il 25 ottobre - a meno di un mese dall'ultima protesta dei lavoratori Atm andata in scena il 27 settembre - è in programma uno sciopero generale di 24 ore dei lavoratori di tutte le categorie pubbliche e private. 

A proclamarlo sono state le sigle sindacali Cub, Sgb, Si Cobas e Usi Cit, la cui richiesta di agitazione è già stata "approvata" dal ministero delle infrastrutture e dei trasporti. A bloccarsi, tra giovedì 24 e venerdì 25 ottobre, potrebbero essere quindi scuole, uffici pubblici e, soprattutto, i trasporti. 

La diretta dello sciopero

Sciopero generale: trasporti a rischio

I maggiori disagi, come sempre, rischiano di verificarsi nel settore dei trasporti pubblici, con treni, autobus, tram e metro che rischiano di fermarsi a Milano. 

Sono stati gli stessi sindacati a fornire una prima indicazione sulle modalità dello sciopero. Il settore aereo è a rischio per tutta la giornata del 25, mentre i dipendenti delle aziende ferroviarie - Trenord, Trenitalia e Italo - potranno incrociare le braccia dalle ore 21 del 24 ottobre fino alle 21 del giorno successivo. 

Chiamati allo sciopero anche i dipendenti di Autostrade, che possono fermarsi dalle ore 22 del 24 fino alle 22 del 25. Per il trasporto pubblico locale - quindi metro, autobus e tram di Atm a Milano - l'agitazione vale per tutte le 24 ore del 25 ottobre, anche se come sempre saranno previste fasce di garanzia in cui i mezzi circoleranno regolarmente. 

Sciopero generale: rabbia dei lavoratori

Tutte le sigle che hanno proclamato lo sciopero hanno pubblicato una nota in cui si scagliano apertamente contro l'ormai ex governo Lega-Movimento cinque stelle e contro il neonato esecutivo Pd-cinque stelle. 

In più, scrivono i lavoratori, rivendichiamo: "Aumenti dei salari, delle pensioni e salario medio garantito ai disoccupati, maggiore equità contributiva attraverso la riduzione delle aliquote fiscali su salari e pensioni, il recupero dell’evasione fiscale e la tassazione dei grandi patrimoni, lavoro per tutti attraverso la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario e pensione a 60 anni o con 35 di contributi".

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E ancora, tra le richieste dei sindacati: "Un piano nazionale di difesa e risanamento dell’ambiente e del territorio, cancellazione dei Decreti Salvini 1 & bis, per la libertà di sciopero e di 
manifestazione, garanzia dei diritti alla salute, alla casa, all’istruzione e al lavoro in sicurezza, ius soli, regolarizzazione degli immigrati, blocco dei respingimenti e chiusura dei Cpr".
 

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