Morte dell'operaio nei cantieri della M4: i colleghi proclamano sciopero di 24 ore

Le sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil hanno annunciato la mobilitazione dopo la tragica morte di Raffaele Ielpo, rimasto sepolto da alcuni massi nella serata di lunedì 13 gennaio

L'operaio morto

Uno sciopero di 24 ore, dalle 22 di mercoledì 15 gennaio fino alle 22 di giovedì 16 gennaio. È quanto hanno proclamato gli operai dei cantieri della linea metropolitana 4 dopo la morte di Raffaele Ielpo, il caposquadra della Tbm morto a 42 anni, lunedì sera, dopo essere rimasto sepolto da alcuni massi mentre si trovava in un cunicolo a 18 metri di profondità.

Le ragioni della mobilitazione

"L'obiettivo dello sciopero - ha detto Ersilia Galiero, segretario territoriale Fenealuil (Federazione nazionale lavoratori edili affini e del legno) Milano, Pavia e Lodi a MilanoToday - è quello di sensibilizzare l'opionione pubblica e fare capire che non è possibile morire lavorando. Determinate situazioni, ad alto rischio, devono essere trattate diversamente ed è importante che la cultura della sicurezza venga diffusa innanzitutto da parte delle istituzioni, non solo a livello teorico ma anche pratico".

La mobilitazione vuole anche invitare il consorzio di imprese incaricato di realizzare la M4, guidato dai gruppi Salini Impregilo e Astaldi, a una maggiore attenzione perché in cantieri come quello dove si è consumata la tragedia l'attenzione rimanga sempre altissima. "La sicurezza - afferma Galiero - deve essere a livelli altissimi anche perché si tratta di un'opera importante per la città di Milano ed è necessario dare un segnale anche ad altri ambienti di lavoro".

Lo sciopero riguarderà tutti i cantieri della M4: lo ha deciso l'assemblea degli operai, voluta dalle sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil dopo la tragedia. Per motivi di sicurezza lo sciopero, che i lavoratori avrebbero voluto osservare nell'immediato, è stato rinviato alla tarda serata di mercoledì. "È devastante scoprire che si può morire anche lavorando per una committenza pubblica, a Milano, a uno scavo per una nuova linea di metropolitana - avevano scritto in una nota i sindacati Cgil, Cisle Uil dopo l'infortunio mortale -. Auspichiamo che si faccia al più presto chiarezza sulla dinamica dell'incidente e che si individuino le responsabilità".

Nel caso di Raffaele Ielpo, ha evidenziato Galiero, "gli standard di sicurezza del cantiere sembravano essere consoni ma è evidente che qualcosa non ha funzionato. Adesso starà alla magistratura stabilire se gli accadimenti che hanno causato la morte dell'uomo fossero o meno prevedibili. Un errore c'è stato, è da chiarire se avrebbe potuto essere evitato oppure no".

Dopo la morte di Raffaele Ielpo, la procura ha aperto un'inchiesta per omicidio colposo. Il cantiere dove è avvenuto il crollo che ha provocato sua la morte è stato sequestrato e le indagini in corso dovranno accertare eventuali violazioni delle norme antinfortunistiche. Prima della tragedia di Piazza Tirana, sempre nei cantieri della M4 si era verificato un altro incidente sul lavoro: nella mattinata di lunedì 28 ottobre 2019 un operaio di 61 anni aveva perso l'equilibrio ed era precipitato nel vuoto da un ponteggio.

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