Tifoso morto: 9 indagati a Napoli per omicidio, trovata la seconda auto

Si allarga l'inchiesta con la svolta del ritrovamento della Volvo e poi anche di una seconda vettura che sarebbero coinvolte nell'investimento di Daniele Belardinelli

Un momento degli scontri (da un video)

Nove napoletani sono indagati per omicidio volontario per la morte di Daniele Belardinelli, tifoso del Varese, investito nel giorno di Santo Stefano durante gli scontri in via Novara che hanno preceduto Inter-Napoli. Tra gli indagati i cinque occupanti della Volvo V40 individuata per prima (dopo essere stata cercata a lungo dagli investigatori della Digos) e ora sotto sequestro, e i tre che invece viaggiavano su una seconda vettura, individuata successivamente e a sua volta in procinto di essere sequestrata.

Intanto gli uomini della Digos milanese, in trasferta nel capoluogo partenopeo, hanno interrogato i cinque della Volvo. Tra loro il 25enne figlio dell'intestatario della vettura, un suo zio e un minorenne. Tutti hanno confermato la loro presenza a Milano, diretti allo stadio e trovatisi in mezzo agli scontri, ma nessuno ha ammesso di ricordare che la loro auto abbia investito Belardinelli. 

"Volvo non coinvolta in incidente"

Il legale dei cinque, Emilio Coppola, è deciso: "La Volvo dei miei assistiti non è l'auto coinvolta nell'incidente", ha affermato aggiungendo che era stata lavata, al rientro a Napoli, perché doveva essere riconsegnata al proprietario, il padre del 25enne, e non per nascondere eventuali tracce dell'investimento. 

Ed è possibile che aumenti il numero degli indagati napoletani fino a raggiungere qualche decina di persone. Ora per gli investigatori il lavoro è duplice: da una parte capire chi dei quattro maggiorenni fosse alla guida della Volvo (si esclude ovviamente il minorenne), dall'altra parte comprendere che ruolo abbia avuto ciascuna delle due auto nel procurare il gravissimo ferimento dell'ultrà varesino che poi è deceduto in ospedale.

Scarcerato Da Ros

Stando alla testimonianza di Marco Piiovella, membro del direttivo della curva Nord interista, arrestato dopo le rivelazioni di uno dei primi fermati, Luca Da Ros, la Volvo avrebbe colpito Belardinelli già a terra mentre procedeva lentamente e questo dettaglio ha fatto appunto pensare che, prima, un'altra vettura avesse invece centrato l'uomo facendolo cadere. 

In quanto a Da Ros, dopo avere proseguito sulla strada della collaborazione con investigatori e magistrati è stato scarcerato e sottoposto ai domiciliari. Nei giorni precedenti, dopo che aveva detto di avere riconosciuto il "Rosso" (Piovella appunto) durante gli scontri, lui e la sua famiglia erano stati pesantemente minacciati su Facebook, e lui accusato di avere violato il codice della curva. Ma il gip e il suo difensore non hanno ritenuto che quelle minacce potessero tradursi in un rischio reale per la sua incolumità.

Da Ros, a cui è stato tra l'altro mostrato un album fotografico con 34 persone, ne ha riconosciuti 7-8 come membri della curva Nord aggiungendo che alcuni di loro avevano partecipato all'assalto. Restano in carcere lo stesso Piovella e gli altri due arrestati l'indomani, ovvero Simone Tira e Francesco Baj, che hanno scelto di non rispondere alle domande del gip. 

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