Sda, scontri tra operai in sciopero e 'crumiri': un lavoratore accoltellato, un altro investito

Nel magazzino è in corso un blocco delle attività. Racconto di una notte folle fuori dall'Sda

Gli scontri fuori dall'Sda

Da un lato, i lavoratori decisi ad andare avanti e a non indietreggiare di un passo. Dall’altro, i loro colleghi vogliosi di ricominciare a lavorare e disposti a tutto per farlo. In mezzo, un blocco totale che va avanti da quasi dieci giorni e una situazione che, almeno al momento, sembra senza vie d’uscita. 

Serata folle quella di lunedì fuori dall’Sda di Carpiano, diventata teatro di violenti scontri tra lavoratori di Si Cobas in sciopero e operai di altre sigle sindacali arrivati con la precisa intenzione di far riprendere le attività dell’azienda e di far partire gli oltre centomila pacchi bloccati da oltre una settimana. 

Scontri tra lavoratori fuori dall’Sda di Carpiano

Verso le 23, secondo quanto riferito da uno dei sindacalisti a MilanoToday, fuori dal magazzino - dove da lunedì scorso è in atto un blocco generale - sono arrivati un centinaio di lavoratori da tutta Italia, evidentemente contrari allo sciopero. I “manifestanti” - armati di bastoni e coltelli - hanno subito aggredito i colleghi rivali, che hanno a loro volta risposta con lancio di pietre e bottiglie. 

Soltanto l’intervento di carabinieri e polizia ha riportato la situazione alla normalità, con i “crumiri” che si sono poi allontanati a bordo delle auto e dei furgoni che li avevano portati a Carpiano. Sull’asfalto sono rimasti due lavoratori quarantenni di Si Cobas, che stavano difendendo il picchetto: uno di loro è stato accoltellato a una mano, un altro è stato investito da un mezzo dei “rivali” durante la fuga. Entrambi sono stati portati in ospedale, ma fortunatamente le loro condizioni non destano preoccupazioni. 

Scontri tra scioperanti e “crumiri” a Carpiano

“Erano un centinaio - racconta un esponente di Si Cobas -. Sono arrivati a Carpiano con auto e furgoni nuovi, raccogliendo colleghi a Salerno, Roma, Termoli, Lecce e Alessandria. È evidente - la riflessione dell’operaio - che una mobilitazione così, che ha dei costi, non si organizza da soli in pochi giorni”. 

Il picchetto dei lavoratori Si Cobas, comunque, prosegue. E ad annunciarlo sono loro stessi: “I lavoratori e le lavoratrici, dopo aver respinto con dignità e determinazione il vile attacco, continuano il presidio e lo sciopero con più forza e determinazione di prima. Padroni, fascisti e razzisti - il loro annuncio - non fermeranno le nostre lotte”. 

Carpiano, scontri fuori dall’Sda: bastonate e coltellate | Video

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Sciopero Sda Carpiano: i motivi della protesta

E la lotta di Si Cobas, in effetti, va avanti ormai da quasi dieci giorni, con l’hub di Carpiano - tra i più importanti in Italia per Sda - che è totalmente bloccato da lunedì 18 settembre. 

Le proteste sono iniziate dopo un cambio appalto che ha aperto le porte dell’azienda a una nuova cooperativa e che - denuncia il sindacato - ha fatto perdere a diversi lavoratori le tutele del vecchio contratto. 

La cooperativa Cpl - che forniva quarantatré dipendenti - è stata infatti sostituita dalla concorrente Ucsa, che - su pressione dei Sol Cobas - ha accettato di “inglobare” proprio quei dipendenti alle stesse condizioni economiche. 

È qui, però, che Si Cobas ha deciso di intervenire, convinta che parità di “condizioni economiche” non significhi parità di tutele.

Il sindacato ha infatti chiesto a Ucsa - e la richiesta evidentemente non è stata ancora accolta - di eliminare esplicitamente dai contratti la possibilità di ricorrere alle novità introdotte dal Jobs Act in fatto di licenziamenti e di riconoscere agli ex dipendenti Cpl gli anni di anzianità di servizio e i “benefici” previsti dalla clausola sociale. 

Sciopero Sda Carpiano: “Al di fuori del diritto”

Sda, dal canto suo, ha già fatto la voce grossa contro gli operai in protesta. L’azienda - si legge in un comunicato ufficiale - “intende chiarire che presso i centri di smistamento e distribuzione di Milano, Bologna, Piacenza e Roma una protesta strumentale delle sigle sindacali Cobas, organizzata dai dipendenti dei fornitori che operano per l’azienda, ha impedito la lavorazione ordinaria e l’accesso dei dipendenti nelle strutture adibite al recapito dei pacchi”.

“Tale circostanza - continua la nota - mette a repentaglio il lavoro di migliaia di maestranze dirette e indirette dell’indotto dell’e-commerce e comporta, inoltre, danni certi per il blocco delle attività produttive per Sda e la conseguente interruzione del servizio pubblico postale”.

“L’azienda - questo l’attacco frontale - ha già denunciato alle competenti procure della Repubblica i comportamenti che, al di fuori del perimetro del diritto sindacale, impediscono il libero esercizio commerciale e lo svolgimento del servizio pubblico universale. E si riserva, peraltro, di assumere ogni ulteriore iniziativa a tutela dei propri interessi e di quelli, primari, della collettività”. 

Poi, lunedì sera è arrivata l’iniziativa dei lavoratori contrari allo sciopero. Con tanto di bastonate e le coltellate. 

Il precedente: operaio travolto e ucciso al picchetto

La notte di tensione all’Sda, inevitabilmente, ha riportato alla mente di quasi tutti i presenti la tragedia di Montale, nel Piacentino, dove - poco più di un anno fa - un operaio era stato travolto e ucciso da un tir durante un picchetto fuori dalla Gls

L’uomo - un egiziano cinquantatreenne - era finito sotto le ruote di un mezzo pesante che stava uscendo dal magazzino mentre all’esterno i lavoratori - guidati dal sindacato Usb - protestavano contro le loro condizioni di lavoro. 

La tragedia aveva avuto immediate ripercussioni anche a Milano, dove era andato in scena un “acceso” corteo in pieno centro contro Gls. Alcuni manifestanti avevano bruciato diversi copertoni di pneumatici in strada e avevano lanciato vernice rossa contro la sede dell’azienda

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