Sequestri di pesce e multe, "pizzicata" anche una pescheria in zona Duomo

La vasta operazione della guardia costiera ligure ha colpito pescherie, alimentari, grossisti e ristoranti anche in Lombardia. A Como devolute in beneficenza 7 tonnellate di salmone

Repertorio

C'è anche una nota pescheria del centro di Milano, in zona Duomo, tra i locali e negozi "pizzicati" appena prima di Natale dalla Guardia costiera ligure nell'ambito di "Confine illegale", una vasta operazione di vigilanza sulla filiera della pesca svolta in tutto il Nord-Ovest a partire, ovviamente, dalle ispezioni in mare o presso punti di sbarco (132 in tutto, fino al 2 gennaio 2019) a quelle in attività commerciali (ingrosso, dettaglio, pescherie, alimentari e ristoranti: 155 in tutto).

Il bilancio complessivo parla di 92 sanzioni per 194 mila euro e 86 tonnellate di prodotti ittici sequestrate perché non rispondenti alla normativa. Sono 7 infine le notizie di reato trasmesse all'autorità giudiziaria. 

Multe e sequestri a Milano

A Milano, in particolare, un commerciante di baccalà è stato sanzionato per 1.500 euro: stava vendendo un "brosme salato", specie simile al merluzzo ma di minor pregio, spacciandolo appunto per baccalà, un prodotto molto richiesto in vista delle cene e dei pranzi di Natale. All'uomo è stato sequestrato pesce per 160 chili. 

Ancora, varie pescherie e ristoranti hanno ricevuto sanzioni per non avere potuto fornire la documentazione commerciale dell'acquisto regolare del prodotto. Tra questi locali anche la pescheria vicina al Duomo già citata e poi una pescheria della zona Paolo Sarpi e il titolare di un ristorante africano.

Non è tutto: "pizzicato" anche un ristorante sushi meneghino, che somministrava tonno e salmone crudi senza avere provveduto all'abbattimento termico previsto dalla legge. Per lui una sanzione di 2 mila euro. Infine, a un grossista è stato sequestrato un tonno a pinne gialle da 100 chili che non era munito della tracciabilità. Per il grossista (piuttosto noto a livello cittadino) la multa da 1.500 euro.

Salmone in beneficenza

Particolarmente rilevante quello che la guardia costiera ha scoperto a Como in un'azienda cinese che fornisce sushi e altri ristoranti etnici del Nord Italia. In azienda venivano modificate le date di scadenza e il peso del salmone, importato dalla Norvegia, tramite etichette false. La procura di Como, dopo avere confiscato 7 tonnellate di salmone fresco (per un valore di circa 60 mila euro), ha disposto che fosse devoluto in beneficenza. 

Per questo è stata coinvolta l'Ats Insubria, che ha attestato l'idoneità al consumo e poi ha individauto diverse Onlus del Comasco e del Milanese per la distribuzione. Denunciati per frode in commercio il titolare dell'azienda e un suo dipendente.

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