Preso il tesoro del pusher professionista: un milione di euro tra case a Milano, Suv e soldi

Maxi sequestro di beni ai danni di Max Ciavarella, spacciatore con un "curriculum" infinito

I soldi li aveva messi su un conto di proprietà, almeno formalmente, di suo figlio. Le case, invece, le aveva intestate alla sua compagna, dalla quale si è poi separato qualche mese fa. Probabilmente era certo che così avrebbe nascosto il suo tesoro, che lo avrebbe tenuto al sicuro. E invece la sua missione è fallita perché anche loro, proprio come lui, sulla carta non dichiaravano nessuna forma di reddito tale da giustificare tanta ricchezza. 

La divisione anticrimine della Questura di Milano, guidata dalla dirigente Alessandra Simone, ha sequestrato beni per oltre un milione di euro a Max Ciavarella, un 45enne arrestato - l'ultima volta - lo scorso 8 febbraio dopo che i poliziotti avevano trovato due chili e mezzo di cocaina, 4.500 euro in contanti e una serie di assegni in bianco nel suo box e nella sua camera da letto. 

Il curriculum criminale di Ciavarella 

Ma quella di Ciavarella con le forze dell'ordine e i tribunali è una storia lunghissima. 

Il primo precedente risale al '93, con il primo arresto per spaccio. Fino al '98 invece colleziona precedenti per rissa, lesioni e furto. In quello stesso anno viene arrestato per rapina e l'anno dopo per evasione. Nel 2000 ancora manette, per resistenza e oltraggio. 

Sei anni dopo altro arresto per spaccio, dopo che cerca di vendere droga - in un bar di via Padova - a tre poliziotti liberi dal servizio. 

Nel 2007 stessa sorte: gli agenti gli trovano in casa, dove c'è il figlio di dieci anni, 5mila euro e alcune dosi di cocaina. Anno dopo di nuovo in manette: dall'abitazione saltano fuori quasi 13mila euro in contanti e 84mila euro in assegni postdatati. Nel 2012 altri due chili di cocaina e 12.800 euro a casa e nel 2018, l'8 febbraio, la "fine della corsa". 

L'indagine patrimoniale

Proprio dopo l'ultimo arresto, gli uomini dell'Anticrimine hanno iniziato a scandagliare il patrimonio di Ciavarella, che nella sua dichiarazione dei redditi "mette a verbale" di non aver nessuna fonte diretta di guadagno. 

Eppure su un conto corrente intestato al figlio oggi 21enne - anche lui disoccupato - vengono trovati 200mila euro. 

Tra i beni della moglie, una 43enne senza lavoro, spuntano invece una casa in via Gassman a Milano - tre vani, box e cantina, proprio dove c'erano droga e soldi lo scorso 8 febbraio -, un appartamento in viale Romagna a Cinisello Balsamo e una casa a Campomarino, in provincia di Campobasso, intestata a lei e al figlio. 

E non solo. Perché tra le proprietà della famiglia Ciavarella ci sono anche uno scooter T-Max e un suv Tiguan, anche questi finiti sotto sequestro insieme a soldi e immobili. 

Le case, hanno accertato gli investigatori, sono state acquistate con i mutui, concessi regolarmente dalle banche anche se lo spacciatore - ormai punto di riferimento per la droga in via Padova - non aveva nessun reddito. 

I beni di Ciavarella - sette volte in carcere, dodici condanne e due sorveglianze speciali alle spalle - sono così finiti sotto sequestro, in attesa della confisca. Quando tornerà libero, ha fatto sapere la Questura, per lui scatterà un'altra sorveglianza speciale. 

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