Blitz durante lo scambio: presi i narcos con i cellulari 'speciali', sequestrati 40 kg di droga

In manette quattro uomini. Il blitz della polizia all'incontro per acquistare la partita di droga

Droga e soldi sequestrati

C'è un particolare che, meglio di tutti gli altri, lascia capire la "caratura" degli uomini che erano presenti a quell'incontro. Il particolare, un dettaglio per nulla trascurabile, arriva dai cellulari che gli agenti sono riusciti a sequestrare. Quando, poche ore dopo l'arresto, i poliziotti hanno provato ad accendere quei "Bq Aquaris" per trovare numeri, nomi, altre potenziali tracce da seguire, hanno visto soltanto una schermata nera con la scritta "questo telefono è gestito dall'associazione". 

Già "dall'associazione", appunto. Perché dietro quegli uomini c'è di sicuro qualcuno che tiene le fila, che muove le pedine e contemporaneamente muove chili e chili di droga e centinaia di migliaia di euro. Ma a volte - per dirla con le parole di Nunzio Trabace, dirigente del commissariato di Lambrate - ai chili di droga e ai "pacchi" di soldi gli "sbirri di strada" possono arrivare anche con le "analisi di polizia vecchio stampo e consumando le suole delle scarpe sui marciapiedi". 

Il ricercato, l'ultrà e gli altri

Ed è quello che hanno fatto gli agenti della squadra investigativa, che nel weekend scorso sono riusciti a mettere le mani su quasi 40 chili di marijuana spedendo in cella quattro trafficanti. 

In manette sono finiti Mauro Z. - un 49enne che gestisce un centro scommesse a Segrate, che ha legami con il mondo ultrà interista e che era ai domiciliari per maltrattamenti in famiglia -, Alan I. - un 29enne italiano -, Pierluigi R. - anche lui 29enne, anche lui italiano, che è dipendente di una ditta di auto noleggio e vive con la famiglia a Calcinate - e Ilir D., un albanese di 50 anni che dal 1 dicembre 2015 era ufficialmente latitante dopo una condanna a oltre dieci anni per traffico internazionale di droga dopo essere finito in un'indagine di inizio millennio su un giro di marijuana dal Belgio all'Italia. 

Video | Il blitz nel garage di Segrate

I poliziotti sono arrivati a loro semplicemente seguendo i piccoli pusher che riempiono di "erba" e "fumo" le piazze della zona, da piazza Bottini a piazza Gobetti passando per piazza vigili del fuoco. Unendo numeri, nomi, indizi, gli agenti hanno scoperto che sabato sera in un box in via Caboto a Segrate - dove abita il 49enne Mauro Z. - ci sarebbe stato un incontro importante, di quelli che mette attorno a un tavolo persone con i soldi e persone con la droga. 

Chili di droga e "pacchi" di soldi

Così, al momento giusto, i poliziotti si sono presentati nel condominio e sono andati a colpo sicuro nel box, dove c'erano 33 pacchi sottovuoto con all'interno 37,4 chili di "erba". Il primo sulla loro strada è stato Alan, che era in macchina a fare il palo, la "guardia", ad aspettare che i "grandi" concludessero l'affare. 

Nel garage, invece, il primo che i poliziotti si sono trovati davanti è stato il proprietario di casa, che proprio nell'appartamento nascondeva poco più di un chilo di droga e 9mila e 400 euro in contanti. Poi è stata la volta del latitante, che ha mostrato agli agenti un falso passaporto lituano ma è stato smascherato e portato via in manette.

Quindi è toccato al 29enne Pierluigi, che era arrivato dalla provincia di Bergamo con uno zainetto con all'interno 68mila euro in contanti. Nella sua abitazione, dove vive con moglie e figlia piccola, gli investigatori hanno poi sequestrato altri 20mila euro in contanti e poco più di un chilo della stessa marijuana. 

Lo scambio nel garage

Proprio i tanti soldi nella borsa - e il pacco di droga a casa sua - hanno convinto i poliziotti che il 29enne fosse arrivato da Calcinate a Segrate per acquistare "l'erba" dopo averla "provata" e che quello fosse proprio l'appuntamento finale per lo scambio. 

È verosimile, a questo punto, che il proprietario di casa fosse il venditore e che l'albanese ricercato, anche in virtù del suo spessore criminale e della sua esperienza, fosse una sorta di broker, di garante dell'operazione. 

I cellulari impenetrabili 

Un'operazione che porta la firma - e di questo i poliziotti ne sono certi - di qualcuno di più grosso. Tutti gli arrestati, tranne il palo, avevano infatti un cellulare "Bq Aquaris", con il latitante che ne aveva addirittura due. 

Poco dopo l'arresto, come per magia, i telefoni sono diventati praticamente scatole vuote, inutili, con la sola scritta "questo telefono è gestito dall'associazione". I vertici, spiega uno dei poliziotti, dopo un paio di chiamate senza risposta formattano da remoto i dispositivi e cancellano così ogni prova o traccia che può portare gli investigatori al livello superiore. 

Il guadagno di un "pacco"

Ma il colpo è comunque di quelli importanti e si somma agli arresti e ai sequestri delle scorse settimane, quando gli stessi poliziotti del commissariato Lambrate avevano "portato a casa" oltre 40 chili di droga e arrestato tre insospettabili: uno studente 18enne, un ex imprenditore e un buttafuori con conoscenze nella curva Nord dell'Inter, anche se - ammettono gli agenti - tra lui e l'uomo di Segrate sembrano non esserci collegamenti diretti. Anche la droga, "a occhio", sembra essere diversa.

I pacchi trovati nel box - stando a quanto accertato dall'indagine - vengono acquistati alla fonte a circa 100 euro, ricomprati dal "livello intermedio" a circa 6 o 7mila euro e fruttano poi circa 10mila euro ciascuno. Una filiera ricca, fruttuosa. Che evidentemente funziona anche grazie a quei telefoni impenetrabili che si sono spenti in un istante. 

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