Sequestro Spinelli, il silenzio dei rapitori italiani

Sono cominciati mercoledì i primi interrogatori dei rapitori del ragioniere di Berlusconi, Giuseppe Spinelli, solo i due albanesi hanno risposto alle domande del gip

Leone e Maier allo stadio Meazza

Francesco Leone, il presunto capo della banda accusata di avere sequestrato Giuseppe Spinelli, il tesoriere di fiducia di Silvio Berlusconi, si è avvalso della facoltà di non rispondere davanti al Gip di Milano, Paola Di Lorenzo, nell'interrogatorio di garanzia di mercoledì mattina nel carcere milanese di Opera. Da quanto si è saputo, dunque, Leone ha scelto di non rispondere alle domande del giudice.

Ma a quanto pare il procuratore aggiunto di Milano, Ilda Boccassini, titolare dell'inchiesta con il Pm Paolo Storari lo sentirà in giornata. Il suo legale, l'avvocato Antonio Pirolozzi, non esclude però che, così come ha fatto davanti al Gip, Leone possa avvalersi anche davanti agli inquirenti della facoltà di non rispondere, perché sia lui che il suo avvocato non hanno ancora letto tutte le carte dell'inchiesta.
Alessio Maier, il pregiudicato di Como arrestato nell'ambito dell'inchiesta sul sequestro di Giuseppe Spinelli, potrebbe fornire "un'altra versione dei fatti rispetto a quella presentata dalla procura" nell'interrogatorio fissato per venerdì prossimo davanti ai pm. Lo ha spiegato il suo legale, l'avvocato Lorenzo Di Gaetano.
Mercoledì Maier si è avvalso della facoltà di non rispondere davanti al Gip Paola Di Lorenzo, ma i pm lo hanno convocato per un interrogatorio per venerdì. In quella sede, come ha precisato il suo legale, Maier potrebbe rispondere alle domande chiarendo qual è la "sua versione" di quanto accaduto.
Marjus Anuta, uno dei tre albanesi che hanno preso parte, secondo l'accusa, al sequestro "sta collaborando con i magistrati per quanto riguarda la sua posizione". Lo ha spiegato il suo difensore, l'avvocato Maria Pia Licata. Il difensore ha chiarito che Anuta ha risposto alle domande del gip Paola Di Lorenzo nell'interrogatorio di garanzia e "ha detto tutto quel che sa". Il suo ruolo nella vicenda, ha precisato, "è comunque marginale". Anche uno dei fratelli Tanko, gli altri due albanesi arrestati, come ha chiarito il legale Monica Borsa, ha risposto alle domande del gip.

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