Una mega villa e la Mercedes: il tesoro da un milione di euro del truffatore con 22 nomi

Colpo della polizia: sequestrati villa e Mercedes a un truffatore con un 'curriculum' infinito

La villa dell'uomo

Nella sua vita non ha mai presentato una dichiarazione dei redditi. Lui e la sua famiglia non sono praticamente mai entrati nei registri delle Agenzie delle Entrate e per lo stato italiano sono formalmente nullatenenti. Purtroppo per lui, però, nei registri di carabinieri e polizia c'è entrato più e più volte e e proprio così, secondo gli investigatori, avrebbe costruito la sua fortuna e il suo tesoro. 

Gli agenti della Divisone Anticrimine della Questura di Milano, guidati dalla dottoressa Alessandra Simone, hanno sequestrato beni per oltre un milione di euro a Dzani Di Giammarco, un 38enne di origini romene ma nato in Germania e residente a Trezzano sul Naviglio. 

Il "re" del rip deal

Quella di Dzani è la storia di un rapinatore e ladro prima e di un truffatore poi. La sua carriera criminale, che conta tredici arresti, è iniziata infatti con una rapina compiuta quando era ancora minorenne ed è poi andata avanti con una "specializzazione" nel "Rip deal", il tipo di raggiro che consiste in un'operazione di cambio fraudolento con il malvivente che promette alle vittima un tasso particolarmente vantaggioso e poi rifila soldi falsi. 

Proprio così, con il solito copione fatto di incontri nelle hall dei migliori alberghi e di viaggi a bordo di auto di lusso, nel 2010 era riuscito a farsi dare da due imprenditori spagnoli 610mila euro. Nel 2012 aveva fatto lo stesso con un altro cittadino spagnolo al quale - dopo aver finto di essere interessato all'acquisto di una casa in Portogallo - aveva portato via 40mila euro con la solita tecnica del cambio di valuta durante un appuntamento al McDonald's di viale Certosa. 

Il curriculum criminale infinito 

Cinque anni dopo aveva colpito ancora: stesso finto affare con il cambio, altra vittima spagnola e bottino di 20mila euro. Non solo Rip deal però, perché il curriculum criminale di Dzani è lungo di arresti: 1994 per furto, 1996 per un altro furto, quello stesso anno altri due arresti per furti in appartamento, l'anno dopo per droga, due anni dopo ancora per furto, nel 2008 per resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento dopo una rissa fuori da un night club di Milano, dove sembra abbordasse alcune delle sue vittime. 

E ancora: nel 2010 in manette per un furto di computer - valore 63mila euro - a un'azienda di Trezzano sul Naviglio e nel 2014 per furto di sci da 500 euro da un hotel di Cervinia. Poi, il 24 dicembre 2018, uno dei suoi colpi più noti: il maxi furto - che ha visto impegnata tutta la sua famiglia - a casa di un manager di Huawey, suo vicino di casa. 

La villa e la Mercedes

Quella sera, Dzani, sua moglie, due figli e due cugini avevano svaligiato l'appartamento del cinese e avevano portato tutto nella propria villa. Da lì, gli agenti della Divisione anticrimine hanno iniziato a raccogliere tutti gli elementi sul 38enne, che è stato registrato dalle forze dell'ordine italiane con ventidue alias. 

Nonostante i vari nomi usati nella sua carriera - chiaramente per ostacolare le indagini -, i poliziotti sono riusciti a ricostruire perfettamente tutti i reati compiuti dall'uomo, accertando che nonostante fosse ufficialmente nullatenente, da anni ormai viveva in una mega villa di diciassette vani e andava in giro con una Mercedes ultimo modello e una Fiat 500 nuova. 

Da mercoledì, però, il truffatore con ventidue nomi ha dovuto dire addio al suo tesoro. 

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