Settant'anni di "onorata carriera", ma adesso cala definitivamente il sipario. Stiamo parlando del teatro Smeraldo, quello della folla in festa per la vittoria di Pisapia al primo turno, che - insieme al fatto che lì si era tenuta la presentazione della lista Milly Moratti - segnalava una attenzione particolare del centro-sinistra milanese per il teatro di Gianmario Longoni, che fu del nonno e poi del padre.
Al posto dello Smeraldo, il marchio Eataly di Oscar Farinetti: cibo di qualità e un ristorante con 3mila posti. Longoni, del resto, in una intervista al Corriere della Sera di lunedì mattina, spiega di non avere mai "elemosinato niente" alla politica. Longoni che giovanissimo comincia a occuparsi del teatro insieme al padre, e poi ne fa un palcoscenico di importanza primaria: grandi concerti, musical, spettacoli da tutto esaurito e anche la politica: non solo Pisapia ma, nel 2009, il lancio del Movimento 5 Stelle.
Le voci della chiusura del teatro si rincorrevano da un po'. Interessato all'acquisizione era Oscar Farinetti, ora 58enne, prima fondatore di UniEuro e poi di Eataly. Ma poi è stata presentata la stagione 2011-2012 e in tanti ritenevano scongiurata la chiusura. Evidentemente, però, la vittoria di Pisapia alle elezioni non è stata sufficiente a scongiurare il passaggio. Un osservatore privilegiato come Claudio Trotta, "patron" di Barley Arts, a giunta appena insediata faceva notare (in un'intervista con MilanoToday) che a Milano "bisognerebbe chiedersi cosa fare di luoghi come Arcimboldi o Smeraldo".
Secondo Longoni (sempre dall'intervista al Corriere) due sono stati i problemi principali, che gli han fatto gettare la spugna: i lavori eterni in piazza XXV aprile e quella che lui definisce "concorrenza sleale degli Arcimboldi", che riceve 2 milioni e mezzo di euro di contributi all'anno e "può permettersi di affittare a prezzi bassi". L'ultimo spettacolo è previsto per il 12 giugno coi Fichi d'India. Poi, il 30 giugno, il passaggio del testimone. Che sarà davvero "teatrale": a mezzanotte via le poltroncine e poi un'esibizione di vari musicisti fino all'alba. Di prima mattina, poi, Farinetti (il nuovo proprietario) offrirà a tutti la colazione.
"Provvederò - spiega Longoni - a tagliare il sipario in 3.050 pezzetti, quanti i posti dei futuri clienti di Eataly, e a donarli ai presenti, con la promessa che se dovessi un giorno riaprire un teatro con il nome Smeraldo, dovranno riconsegnarli in cambio di uno spettacolo gratuito. Potrò ricucirli e rifare lo storico sipario".
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