Social Street, il Comune di Milano prepara l'elenco ufficiale

Presto i gruppi spontanei di vicinato potranno collaborare ufficialmente con l'amministrazione

Escursione in bicicletta organizzata dalla social street Gottardo-Meda (foto Fb Social Street International)

Il fenomeno delle social street è diffuso in tutto il mondo e Milano non poteva fare da eccezione. Negli ultimi anni, complice la sempre maggiore diffusione di Facebook, sono sorti gruppi riferiti ad una via particolare (o al massimo a un gruppo ristretto di strade) con lo scopo di riunire gli abitanti e produrre una socializzazione che, vista la specificità territoriale, non è solo online ma anche reale.

Il Comune di Milano ha ora deciso di valorizzare questi gruppi informali, nati spontaneamente, e di riconoscerne la funzione sociale. E' nato così un avviso pubblico per consentire ai gruppi formatisi di interagire con il Comune, ad esempio per chiedere spazi o servizi ad hoc. L'avviso pubblico consiste in pratica in una "raccolta di contatti" per andare a formare un elenco di tutti i gruppi informali di cittadinanza attiva. Con un termine improprio ma comprensibile, si potrebbe definirlo "l'albo delle social street".

Uno degli obiettivi di Palazzo Marino è coinvolgere le social street nella rete del welfare milanese, con le associazioni e i gruppi di volontariato: «La creazione di legami di solidarietà tra vicini di casa e di momenti di aggregazione che spingono le persone ad uscire dall'isolamento sono un modo per combattere la solitudine, ricucire il tessuto sociale, creare comunità», ha spiegato l'assessore alle politiche sociali Pierfrancesco Majorino. 

Il tutto sotto il segno di una sempre maggiore partecipazione dei cittadini alla vita pubblica e un conseguente rapporto sempre più stretto tra l'istituzione del Comune e gli abitanti di Milano. Lorenzo Lipparini, assessore alla cittadinanza attiva, parla in tal senso di «collaborazione costante che si tradurrà, per esempio, in un accesso agevolato ai tanti spazi di aggregazione già operativi in città quali le Case delle associazioni, gli spazi Wemi, i negozi civici e gli spazi dei nove Municipi». La collaborazione tra il Comune e i cittadini potrà portare a «patti per la gestione e la cura dei beni comuni, a partire dalla definizione di un regolamento da condividere con le social street».

Per iscriversi all'elenco c'è tempo fino al 5 maggio 2017. I proponenti devono essere almeno due maggiorenni residenti a Milano e senza condanne penali. Occorre presentare un progetto di attività: queste dovranno essere illustrate singolarmente e non caratterizzarsi come attività quotidiane o continuative. Una commissione valuterà l'ammissibilità dei progetti, che dovranno indicare l'attività specifica, la durata presunta dell'impegno che ci si assume, il numero di persone impegnate, il nominativo di un responsabile che sarà referente nei confronti del Comune. Gli elenchi saranno aggiornati ogni sei mesi. 

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