Milano, il pedofilo rapinatore trattato come i mafiosi: sarà sorvegliato e dovrà "curarsi"

L'uomo, un 50enne, sarà sottoposto alla sorveglianza speciale per tre anni. I dettagli

Non potrà uscire di casa se non in determinati orari. Dovrà stare lontano da tutti i posti frequentati da minorenni. E sarà "obbligato", o quanto meno caldamente invitato, a curarsi. Sarà un sorvegliato speciale Pierantonio M., l'uomo di cinquanta anni del Sud Milano che precedenti e sentenze descrivono come un pedofilo e un rapinatore seriale. 

La divisione anticrimine della Questura di Milano, guidata da Alessandra Simone, ha infatti richiesto al tribunale che all'uomo venisse applicata la speciale misura del codice antimafia che può essere estesa a tutti i criminali socialmente pericolosi. 

Quattro casi di pedofilia

E quello del 50enne sembra, in effetti, un profilo "pericoloso". Il primo precedente di rilievo risale al 2001, quando è stato arrestato dopo essersi appostato nei pressi di una scuola ed essersi denudato davanti ad alunne minorenni per poi seguirne alcune a bordo della sua auto mostrando loro i genitali e invitandole a toccarli. Nel 2007 è stato invece denunciato per violenza sessuale su una bambina di 12 anni. I due episodi gli sono valsi, tre anni dopo, una pena di due anni e sei mesi, che ha finito di scontare nel 2012. 

Un mese dopo essere tornato libero, però, l'uomo ci è ricascato. Nello stesso anno, infatti, è stato denunciato per atti sessuali su una bambina di sette anni, che ha avvicinato in strada vicino casa sua. A gennaio 2019 l'ultimo arresto per pedofilia: Pierantonio, in bici, ha seguito una 12enne appena uscita dal negozio dei suoi genitori e si è masturbato davanti a lei.  

Diciotto rapine in un anno 

Non solo pedofilia, però. Perché quella del 50enne è anche la storia di un rapinatore seriale. Soltanto nel 2018, infatti, ha scippato, rapinato e aggredito diciotto donne, quasi tutte anziane, tra San Giuliano Milanese e Paullo. 

In alcuni casi, secondo quanto riferito dalla Questura, ha tappato la bocca delle signore e le ha scaraventate a terra. In tutte le donne, dopo i colpi, i medici hanno diagnosticato uno schock emotivo dovuto proprio alla paura. 

"Le vittime delle rapine sono state chiaramente selezionate a seguito di una premeditata pianificazione proprio in ragione della loro fragilità e delle limitate possibilità di reazione e di difesa", si legge nel decreto firmato che dispone la sorveglianza firmato dal presidente della sezione misure di prevenzione del tribunale Fabio Roia. 

La sorveglianza speciale e le cure

Da qui, la decisione di applicare tre anni di sorveglianza speciale, che partiranno quando l'uomo uscirà dal carcere di Pavia, dove al momento si trova per una custodia cautelare dopo le diciotto rapine. 

Oltre ai vari obblighi previsti dalla sorveglianza - su tutti i limitati orari di libertà e la necessità di stare lontano dai luoghi frequentati da ragazzine - per il 50enne è stata disposta anche l'ingiunzione trattamentale. Il 50enne, infatti, sarà presentato al "Centro Italiano per la Promozione della Mediazione" per sottoporsi ad un percorso di recupero affinché non ripeta più gli stessi comportamenti. 

“L'azione repressiva è stata efficace ed ha funzionato - la riflessione della dirigente della Questura, Alessandra Simone -. Lui è recidivo e quindi si deve lavorare sul prevenire i suoi reati".

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