Droga e debiti, spara al cognato col fucile, il proiettile perfora l'inguine e l'arteria: arrestato

Arrestato dai carabinieri. E' il responsabile della sparatoria in un boschetto di Cornaredo

Repertorio

Durante una lite per un debito da un migliaio di euro, avrebbe tirato fuori un fucile da caccia modificato artigianalmente per sparare all'inguine del fratello di sua moglie. Poi, convinto che le minacce contro il cognato - tutt'ora ricoverato al Niguarda in gravi condizioni - lo avrebbero 'protetto', dopo diversi giorni di 'latitanza' è tornato a dormire a casa sua, a Trezzano sul Naviglio (Milano). Ad aspettarlo, però, c'erano i carabinieri. E Jabiry Khalid, marocchino di 36 anni, è stato portato via con l'accusa di tentato omicidio.

Sparatoria a Cornaredo: è un tentato omicidio

È l'epilogo della 'sparatoria' - in realtà si tratterebbe di un solo colpo - nella quale è rimasto ferito un marocchino di 33 anni. Il fatto, avvenuto nel pomeriggio di sabato 11 maggio all'interno di un boschetto di Cornaredo (Milano), stava per costare la vita all'uomo. Primo perché il colpo di fucile era  stato sparato da vicinissimo, tanto che l'ogiva di plastica con i piombini era rimasta all'interno della gamba del 33enne e aveva distrutto buona parte dell'arteria. E poi perché il magrebino ferito aveva potuto chiamare i soccorsi solo venti minuti più tardi, dopo aver perso molto sangue sul terreno.

Le indagini dei carabinieri

A portare avanti le indagini sono stati i militari delle stazioni di Cornaredo, del maresciallo Luca Tiraboschi e di Trezzano sul Naviglio, maresciallo Michele Cuccuru. I carabinieri, coordinati dal comandante di Corsico Pasquale Puca, hanno ricostruito l'accaduto grazie alla testimonianza del ferito, ai pedinamenti e all'attività tecnica con intercettazioni telefoniche che hanno permesso agli investigatori di arrivare all'indagato.

Secondo le ipotesi dei militari, la lite potrebbe essere scaturita per motivi legati allo spaccio di droga e non per i debiti non meglio definiti di cui hanno parlato gli interessati. L'area verde in questione è, infatti, nota per essere un punto di smercio di cocaina, eroina e hashish. In questa zona spesso i pusher - i due coinvolti nella sparatoria hanno molteplici precedenti per spaccio di sostanze stupefacenti - nascondono le dosi e il denaro sotto terra. 

Arma ritrovata sotto terra

Allo stesso modo sotto cinquanta centimetri di terreno era stata occultata l'arma, a poca distanza dall'agguato. Il fucile è stato ritrovato su stessa ammissione dell'arrestato. Si tratta di una doppietta di produzione belga con matricola abrasa, alla quale sono state mozzate le canne.

L'arresto è stato eseguito dai militari giovedì pomeriggio, attorno alle 16, e dopo una lunga attesa dei carabinieri fuori casa dell'indagato: nei giorni precedenti, dopo aver cambiato numero di telefono, l'uomo aveva dormito in diversi posti badando bene di non fare ritorno nell'appartamento di Trezzano. Accorgimenti che, però, non ha ingannato i militari. 

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