Milano, agguato al "signore della coca": "Sei pronto?", poi gli spari in faccia dallo scooter

Il film dell'agguato di venerdì mattina in via Cadore. Ecco chi era l'obiettivo dei sicari in moto

La vittima e la sua auto sul luogo della sparatoria

Le 7.57 di un normale venerdì mattina. Il parrucchiere già aperto, il bar all'angolo - un paio di civici più in là - con qualche cliente all'interno e il marciapiede pieno di donne e uomini che vanno al lavoro e di bimbi che vanno a scuola. Le auto in via Cadore - a due passi dal centro città - sono ferme al semaforo all'incrocio con via Bergamo, che è rosso. La terza macchina che aspetta di ripartire è una Ford Focus station wagon nera, una come tante. 

E invece no. Perché quell'auto è l'obiettivo di due sicari in motorino. Lo scooter si affianca al lato guida, si ferma per un istante e l'uomo dietro scarica almeno quattro proiettili - anche se alcuni testimoni parlano di sei colpi - prima che lui e il complice alla guida fuggano via, sparendo nel nulla. 

Colpito da un proiettile in faccia

In quella macchina, obiettivo designato di quello che è in piena regola un agguato in stile mafioso, c'è Enzo Anghinelli, un 46enne italiano finito in manette nel 2007 e nel 2012 in un'operazione dei carabinieri che aveva sgominato un giro di droga "riservata" ai locali della movida e ai personaggi dello spettacolo.

I militari lo avevano fermato nel 2007 mentre usciva da un'auto noleggio di via Teodosio con due chili di cocaina purissima in macchina: in quella stessa rimessa, creata come un set cinematografico, gli investigatori avevano trovato in tutto ventisei chili di droga, la maggior parte nascosta in una Mercedes color oro. Poi cinque anni dopo Anghinelli era finito di nuovo in carcere, quando erano arrivate le ordinanze di custodia cautelare della stessa indagine, ribattezzata "White": la "bianca" come la cocaina di cui lui era considerato un grossista. 

Chi ha aperto il fuoco voleva chiudere per sempre la bocca di Anghinelli, che invece si salverà. Quasi tutti i proiettili - alcuni dei quali usciti dal vetro posteriore destro e finiti sul dehor di un pub - lo hanno mancato. Un solo colpo lo ha centrato allo zigomo: i medici glielo hanno tolto durante un'operazione al Policlinico, dove è arrivato in prognosi riservata, ma sveglio e cosciente. 

Video | Il vetro crivellato di colpi: le immagini in strada

"Sei pronto?", poi gli spari

Il primo a soccorrerlo è stato un medico che abita in un palazzo che affaccia sulla scena del crimine. Ha sentito qualcuno urlare dalla strada "aiuto, c'è un dottore?" e si è precipitato giù, gli ha tolto il piumino nero che indossava e ha cercato di tamponare il sangue.

Chi ha assistito alla scena racconta di un Anghinelli con gli occhi sgranati, con il sangue che colava dalla bocca e dalla guancia, con la testa un po' ciondolante ma presente a se stesso. 

Sulle scene precedenti, invece, sono al lavoro gli investigatori della Squadra Mobile di Milano. I poliziotti hanno isolato tutte le possibile tracce dei sicari, hanno fatto i rilievi e hanno sentito chi era presente all'agguato, qualcuno che potrebbe aver visto qualcosa.

I due killer, stando a quanto ascoltato da una donna, avrebbero urlato: "Sei pronto?". Poi, avrebbero dato il via alla loro follia. In quello che fino ad allora era un normale venerdì.  
 

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