Come il Far West, cartelli stradali crivellati da proiettili a Buccinasco: “Sono spari recenti”

La denuncia del sindaco Rino Pruiti: “Anche questa è Buccinasco”. Le immagini

Uno dei cartelli usati come bersaglio

Cartelli stradali trasformati in bersagli fissi. Fori, buchi nel metallo, a testimoniare - parola del primo cittadino - che “anche questa è Buccinasco”. 

Qualcuno, al momento ancora ignoto, ha pensato bene nei giorni scorsi di andare in giro per la “Platì del Nord” - da anni ormai “casa” del boss ’ndranghetista Rocco Papalia - a sparare contro i cartelli stradali, di quelli che indicano i limiti di velocità o che segnalano che il territorio comunale è finito. 

La denuncia, ancora una volta, porta la firma del sindaco Rino Pruiti, che sulla propria pagina Facebook ha raccolto le foto di “questi cartelli stradali usati recentemente come bersagli per proiettili di armi da fuoco”. 

Ed è proprio quel “recentemente” - naturalmente insieme ai colpi di pistola - che preoccupa. Perché “recentemente” di Buccinasco si è tornato a parlare sempre più spesso come della Platì del Nord. La data spartiacque è quella del 6 maggio: giorno in cui Rocco Papalia - boss dell’omonima ‘ndrina - è uscito dal carcere dopo venticinque anni e ha fatto ritorno in città. La sua ultima - e per ora unica - apparizione in pubblico è avvenuta pochi giorni dopo, quando “Nginu” si era presentato alla comunione della nipote, anticipata d’orario proprio per permettere a Papalia - che resta un “sorvegliato speciale” - di essere presente. 

A inizio agosto, lo stesso boss ha scritto al sindaco chiedendo che si spengano i riflettori su di lui, che è “un normale cittadino". Ma Pruiti, con una lettera poi resa pubblica, aveva detto no perché “non dimentichiamo l’insegnamento del giudice Paolo Borsellino, che invitava i giovani a parlare di mafia”. 

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