Milano, striscione di Casapound contro l'Anpi sul cavalcavia a Isola: "Grave provocazione"

La Digos, informata della provocazione, è intervenuta per rimuovere lo striscione. Foto

Lo striscione

“Anpi difende i titini? Negazionismo e quattrini”.  Così uno striscione firmato Casapound appeso sul Cavalcavia Bussa a Milano e poi rimosso dai poliziotti della Digos su segnalazione dell’Anpi. Sul suo sito, la formazione neofascista ha rivendicato l’azione “parlando di striscioni affissi nella notte in un centinaio di città italiane”. Il fatto è avvenuto proprio dopo il Giorno del ricordo, dedicato alle vittime delle Foibe e gli esuli istriani.

La reazione dell'Anpi: "Offeso Don Eugenio Bussa"

“Grave provocazione”, la definisce così Roberto Cenati - Presidente Anpi Provinciale di Milano. “Uno striscione di casapound, i cui militanti si definiscono fascisti del terzo millennio, con una scritta provocatoria nei confronti dell'Anpi, è comparsa sul Cavalcavia Bussa dietro la Stazione Garibaldi. La scritta - spiega Cenati - offende anche la memoria di Don Eugenio Bussa che nel 1943 crea una colonia di sfollamento a Serina dando riparo a una trentina di bambini, figli poveri del quartiere Isola, dei dipendenti Pirelli, per poi allargare il gruppo ad altri piccoli, fino a raggiungere le ottanta presenze. Accoglie, all'insaputa di tutti, anche bambini ebrei, nascondendoli sotto falso nome e garantendo il rispetto della loro diversa fede religiosa. Nel novembre ’44, due mesi dopo la chiusura della Colonia di Serina da parte delle autorità fasciste che ne occupano il convento, i repubblichini della Muti arrestano Don Eugenio sospettando le sue attività, ma la reazione ferma di tutto il quartiere e le pressioni del cardinale Schuster ne determinano la liberazione. A Don Eugenio Bussa, il 28 marzo 1990, viene riconosciuto il titolo di Giusto tra le Nazioni”.

Reazione anche del Pd

Sulla provocazione inscenata nel quartiere Isola, è intervenuta anche la segretaria metropolitana del PD milanese, Silvia Roggiani, che in una nota ha espresso “la nostra indignazione e condanna per lo striscione di Casapound che offende l’Anpi: i fascisti del terzo millennio, come si definiscono, usano la tragedia delle Foibe (a soli due giorni dalla giornata dedicata al ricordo) per una provocazione indegna”. 

“Siamo stanchi - ha concluso - di dover assistere alle solite minacce di chi non conosce, o forse non vuole conoscere, la storia di chi ha sacrificato la propria vita per rendere l’Italia un Paese libero”.

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