Tangenti area Falck, per accusa "gravi indizi di colpevolezza"

Per l'accusa ci sarebbero gravi indizi di colpevolezza. La storia

Le acciaierie Falck

E' stata la denuncia dell'ex proprietario delle aree Falck e Marelli di Sesto San Giovanni a dare il via all'inchiesta che ha squarciato il velo su un presunto giro di mazzette per realizzare imponenti interventi edilizi sui due terreni industriali da riqualificare. Inchiesta che ha messo nei guai, tra gli altri, Filippo Penati, vicepresidente del Consiglio Regionale della Lombardia in quota al centrosinistra.

I destinatari sono stati, oltre a Penati, il suo l'ex capo di gabinetto a Palazzo Isimbardi Giordano Vimercati, l'assessore con delega ai rapporti con aziende e società della giunta sestese Pasqualino Di Leva (Pd), un funzionario dell'ufficio tecnico comunale, due architetti legati alle coop, il titolare della Caronte Piero Di Caterina. Le tangenti versate, al momento accertate, si aggirano attorno ai 4 miliardi di lire (2 milioni di euro).

L'indagine, che agli atti ha anche documenti dell'inchiesta su Montecity-Santa Giulia, è stata avviata soprattutto dopo le dichiarazioni di Giuseppe Pasini, l'imprenditore che più di un anno fa si è presentato spontaneamente dai pm milanesi per raccontare di essere stato vittima di soprusi da parte dell'amministratori locali di Sesto San Giovanni che si sono succeduti a partire dal 2000/2001. Pasini, che allora è stato indagato per corruzione (un atto dovuto), successivamente, accompagnato dal suo difensore, il prof. Carlo Paliero, si è recato dagli inquirenti per chiarire il suo ruolo di "concusso", consegnando per altro alcuni documenti a sostegno della sua versione.

Da qui la trasmissione del fascicolo a Monza e gli accertamenti incrociati, per cui sono indagati in tutto una quindicina di persone se non di più: si tratta di molte dichiarazioni messe a verbale e riscontri "ottenuti - come si legge nello scarno decreto di perquisizione - con rogatorie estere nonché dai documenti reperiti" in passato presso la società Caronte "ed altri luoghi di interesse investigativo" che fanno ritenere sussistenti "gravi indizi di colpevolezza".

Secondo l'ipotesi dell'accusa, sarebbero state corrisposte somme di denaro per agevolare il rilascio di alcune concessioni o per impostare, secondo determinati criteri, il Piano di Governo del Territorio in relazione alle due aree, dove una volta sorgevano la Falck e la Ercole Marelli. Ma con un distinguo, però: nel primo caso le presunte irregolarità riguardano il piano di lottizzazione e la sua approvazione e adozione dal Consiglio comunale, nel secondo oltre al piano di lottizzazione, riguardano anche le concessioni edilizie. Inoltre sono in corso verifiche e accertamenti anche sulla gestione del Servizio Integrato Trasporti Alto Milanese. Per la vicenda il gruppo dell'Idv in Regione ha chiesto a Penati di fare un passo indietro, il Pd ha espresso solidarietà nei suoi confronti e Sel lo ha invitato a meditare affinché il ruolo istituzionale che ricopre non sia "offuscato". Per il Pdl, infine, è intervenuto Maurizio Lupi, vicepresidente del gruppo alla Camera. "Conosco Filippo Penati - ha detto - e lo stimo. Sono certo che saprà dimostrare la sua assoluta estraneità rispetto alle accuse che gli vengono mosse".

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