Milano, arriva il taser: la pistola elettrica verrà data in dotazione a carabinieri e poliziotti

Si tratta di una sperimentazione, se avrà successo andrà a regime in tutta Italia

Un taser (foto Oliver Wiken/Ansa)

Anche a Milano verranno utilizzati i taser. La metropoli lombarda — insieme a Brindisi, Caserta, Catania, Padova e Reggio Emilia — è stata scelta per la sperimentazione dell'arma che verrà fornita sia a carabinieri che polizia. La decisione è stata presa con la firma della circolare anticrimine del 20 marzo.

Che cos'è il taser

Si tratta di un'arma non letale che utilizza l’elettricità (una scarica ad alta tensione e bassa intensità di corrente) per far contrarre i muscoli di chi viene colpito. Tradotto? La persona su cui viene utilizzato il dispositivo viene immobilizzata totalmente.

Il funzionamento è semplice: quando viene azionato il taser proietta due piccoli dardi sulla vittima. Questi sono collegati tramite dei fili elettrici al resto del dispositivo che produce una scarica rilasciata in brevissimi impulsi. Per funzionare correttamente entrambi i dardi devono colpire il bersaglio ma non è necessario che attraversino i vestiti, inoltre è possibile toccare il soggetto colpito senza subire l'effetto del taser perché l'elettricità passa solo per il percorso più breve che unisce i due dardi.

Controversie

Nel 2007 l'Onu lo inserì nella lista degli strumenti di tortura. Non solo: secondo Amnesty International l'arma in pochi anni avrebbe causato centinaia di morti neglii Stati Uniti (più di 800 dal 2001), ma secondo altri studi le morti sarebbero state concausate dai problemi cardiologici di cui soffrivano i soggetti colpiti.

Il taser, anche se dichiarato non letale, potrebbe risultare particolarmente pericoloso per chi soffre di disturbi cardiaci o per chi si trova in un particolare stato di agitazione. In questi casi, infatti, la scarica potrebbe danneggiare il cuore e il sistema respiratorio.

In Italia

Per la legge italiana il taser è un'arma propria e può essere venduta a persone con porto d'armi, ma non può essere prodotta sul suolo nazionale e per importarla serve un'apposita licenza. Non solo: non può essere portata in giro per nessun motivo. Attualmente non sono chiare le linee guida che dovranno seguire le forze dell’ordine che riceveranno in dotazione il dispositivo.

L'ipotesi di utilizzare il taser era stata valutata nel 2014 per una sperimentazione da parte dei reparti mobili. A partire dall'ultima metà del 2017, dopo diversi confronti tra i sindacati del settore, si è arrivati a una soluzione condivisa.

Il taser in dotazione

Secondo quanto riportato sulle colonne del Corriere della Sera il taser che sarà dato in dotazione alle forze dell'ordine italiane sarà "l’X2 con scarica elettrica ad intensità regolare con durata controllata di 5 secondi; sistema di mira con doppio puntatore laser, uno per ogni dardo; possibilità di colpire il bersaglio fino a 7 metri di distanza; colpo di riserva, quindi se si dovesse mancare il bersaglio sarà possibile sparare nuovamente senza dover per forza caricare il taser manualmente".

Non solo: "ogni operatore avrà sulla propria divisa una particolare telecamera a colori ad alta definizione – dotata anche di visione notturna – che si accende automaticamente non appena viene tolta la sicura dell’arma, così da controllarne l’operato".

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