Leonardo, il tassista morto di infarto fuori da Malpensa: stroncato da un malore a 51 anni

L'uomo, 51 anni, è morto giovedì dopo un malore fuori dall'aeroporto di Malpensa. I fatti

Il tassista

Era fermo al parcheggio in attesa dei clienti. Stava chiacchierando con i colleghi, aspettando l'ennesima persona da accompagnare in città. Stava per abbracciare la sua compagna, due auto dietro di lui. Ma in un attimo, in un tragico secondo, si è accasciato al suolo e non si è rialzato mai più, nonostante l'immediato intervento di quegli stessi colleghi con cui ogni giorno condivideva pezzi di strada e di vita. 

Una vita che per Leonardo Mazzei, tassista di professione, si è interrotta troppo presto, a soli 51 anni. Il dramma si è consumato giovedì pomeriggio fuori dall'aeroporto di Malpensa, davanti al terminal 1. Il conducente, iscritto all'associazione TaxiTam, ha avuto un malore, probabilmente un infarto, è stato rianimato dai medici del 118 - intervenuti con due ambulanze - ed è stato trasportato in elicottero all'ospedale Circolo di Varese, dove è morto poco dopo. 

"Ci ha lasciato improvvisamente il collega Leonardo Mazzei - il ricordo degli altri tassisti insieme a una foto che ritrae il 51enne appoggiato sorridente sulla sua Mercedes, proprio davanti all'aeroporto -. Alla famiglia e a tutti i suoi cari vanno le nostre più sentite condoglianze". 

Leonardo, una vita da tassista

Leonardo, tassista da 28 anni e figlio di un tassista, era fidanzato con una collega e lascia un figlio di 12 anni. Residente ad Abbiategrasso, per anni aveva tenuto sempre la stessa sigla, quel "Marche 17" che ormai per lui era diventato un secondo nome. 

Giovedì, quando si è sentito male, stava per abbracciare e salutare la compagna perché ormai era quasi il momento di far salire il cliente. Poi è caduto al suolo privo di sensi. Gli altri guidatori hanno subito dato l'allarme e sul posto sono immediatamente arrivati - in quattro minuti esatti - i medici dell'infermeria di Malpensa. 

I soccorritori, poi aiutati dagli equipaggi di due ambulanze e un elicottero, hanno cercato a lungo di rianimare l'uomo e - stando a quanto appreso - sono riusciti a far ripartire il suo cuore grazie all'utilizzo del deifibrillatore. Poco dopo l'arrivo in ospedale, però, il tassista si è spento. 

"Mozione in consiglio per il defibrillatore"

Dopo la morte di Leonardo si è accesa una polemica sull'assenza di un defibrillatore nello scalo aeroportuale. Secondo quanto verificato, effettivamente in aeroporto manca il defibrillatore automatico, ma il punto medico è dotato di quello "classico". 

A sollevare la questione è stato il presidente della commissione sanità di regione Lombardia, Emanuele Monti. “Lunedì depositerò in consiglio regionale una mozione per chiedere alla giunta di regione Lombardia di far partire un progetto per l’installazione di defibrillatori all’interno degli aeroporti di Malpensa e Linate, a supporto della già ottima offerta di primo soccorso già garantita nei due scali aeroportuali - ha annunciato l'esponente della Lega -. Chiedo a gran voce di fare tutto il possibile per potenziare la sicurezza dei dipendenti e dei viaggiatori”.

“I soccorsi si sono attivati immediatamente - ha sottolineato il presidente - dimostrando la prontezza d’azione e la capacità sempre elevate dei nostri professionisti. Purtroppo, proprio a seguito di questo fatto, è emerso che in tutto lo scalo non era presente nemmeno un defibrillatore semiautomatico Dae, strumento che può dare un supporto spesso fondamentale nei primissimi momenti di un malore. Con la mia mozione chiedo a regione di impegnare Sea a dotare di defibrillatori sia lo scalo di Malpensa sia quello di Linate, per la sicurezza di tutti, lavoratori e passeggeri, così da aumentare il livello di sicurezza in aggiunta al sistema di primo soccorso che è, come dicevo, di grande valore”.

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“Con l’arrivo dei defibrillatori – ha concluso il consigliere regionale – l’obiettivo sarà anche di creare un progetto di formazione che trasformi l’area aeroportuale di Malpensa in un riferimento regionale e nazionale sulla formazione in collaborazione con gli stakeholder e tutte le realtà del mondo del primo soccorso”.
 

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