Tentato omicidio in via Cadore: si indaga sullo spaccio di cocaina

La vittima dell'agguato è una "vecchia conoscenza" dell'antidroga milanese: ha scontato 11 anni in carcere e, forse, era tornato nel "giro". Si indaga anche sulle sue amicizie in Curva Sud

Foto Guarino

L'agguato di venerdì in via Cadore, una strada semicentrale ed elegante di Milano, nel quale è stato gravemente ferito un uomo al volante della sua auto, raggiunto da colpi di pistola sparati da un uomo in sella ad un scooter che aveva appena affiancato la vettura, fa parlare parecchio. Perché di situazioni del genere non se ne vedono tante in città. Perché un'esecuzione in strada fa sempre scalpore e rumore. Perché (ovviamente) qualcuno avrebbe potuto finirci di mezzo senza alcun collegamento con le circostanze. E perché richiama il perenne dibattito sulla sicurezza.

Poche le parole del sindaco Beppe Sala sull'argomento, sabato mattina, a margine della colazione a Crescenzago. Poche ma molto chiare: «Ci vuole più certezza della pena, e pene più dure». Intanto la vittima, il 46enne Enzo Anghinelli, è ricoverata in coma farmacologico. Dei cinque proiettili sparati da chi impugnava l'arma (una calibro 9), uno è entrato dallo zigomo sinistro ed è uscito sopra l'orecchio destro, toccando anche il cervello.

L'arresto nel 2007

Vecchia conoscenza dell'antidroga milanese, Anghinelli era stato arrestato nel 2007, insieme ad altre due persone, in un'indagine sullo spaccio nelle discoteche di corso Como e nel jet-set dello spettacolo. Aveva 2 chili di droga quando i carabinieri lo hanno bloccato: stava uscendo da un auto-noleggio di via Teodosio utilizzato dalla banda come "base" per lo spaccio.

Logico che la squadra mobile (mentre analizza i filmati di sorveglianza e ascolta le testimonianze dei presenti) si sia indirizzata nell'immediato proprio nell'ambiente della droga. Anche se si scava pure sui suoi legami con la Curva Sud di San Siro, molto stretti almeno negli anni Zero. Gli anni in cui Anghinelli era sicuramente un elemento di medio calibro del "giro" di cocaina in città. Gli anni dell'arresto in via Teodosio.

Tornato nel giro?

Ma che cosa è successo in seguito? L'oggi 46enne è uscito dal carcere nel 2016 dopo una condanna a 11 anni di reclusione. Il suo nome rispunta nel 2018, quando è tra gli indagati in una inchiesta della guardia di finanza su un traffico internazionale di droga. Episodio "clou", il sequestro di più di 200 chili di marijuana in un camion a Settimo Milanese da parte dei carabinieri. Il segno che è rientrato nel "giro". Il segno che, forse, il motivo dell'agguato per ucciderlo va ricercato in una storia di droga. 

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