Terrorismo, condannato il 30enne "disponibile" per attentato al Centro di Arese

Lo ha deciso il tribunale di Milano. Dopo aver scontato la pena sarà espulso dall'Italia

Il centro commerciale di Arese

È stato condannato a quattro anni di reclusione Nadir Benchorfi, il cittadino marocchino di 30 anni fermato a dicembre 2016 perché si sarebbe detto disponibile a compiere un attentato per l'Isis nel centro commerciale di Arese, struttura in cui lavorava. La sentenza è stata emessa dalla Corte d’Assise di Milano, presieduta da Giovanna Ichino, nella giornata di martedì 4 luglio.

L'uomo avrebbe potuto compiere attentati in Italia 

Secondo la Digos Benchorfi sarebbe un "lupo solitario": usando Telegram (programma per la messaggistica istantanea) si sarebbe messo a disposizione degli uomini del Califfato per compiere attentati in Italia. Nello specifico, sempre secondo gli investigatori, il 30enne sarebbe entrato in contatto con alcuni foreign fighter di Daesh durante il suo soggiorno in Germania, legami che avrebbe mantenuto in Italia inviando anche somme di denaro ai combattenti della jihad.

Video: gli agenti della Digos arrestano il presunto terrorista

NADIR

La sentenza

La procura di Milano aveva chiesto otto anni di carcere, ma i giudici hanno escluso una delle "condotte partecipative" dell'accusa di terrorismo internazionale. Tradotto? La presunta frequentazione in Germania di alcuni foreign fighter. Per lui sono scattate le maneette e una volta scontata la pena sarà espulso dall'Italia.

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