Ragazza pronta a farsi esplodere a Milano: espulsa d'urgenza dall'Italia

La ragazza viveva al Gratosoglio con i genitori e i tre fratellini

La presunta terrorista

Un'egiziana di 22 anni, incensurata e residente a Milano, è stata espulsa per terrorismo. La ragazza aveva intrapreso, da alcuni mesi, un percorso di radicalizzazione e più volte aveva manifestato l'intenzione di recarsi nei territori controllati dall'Isis per fornire il suo contributo alla jihad. Nata a Giza nel 1995, la giovane (Fatma Ashraf Shawky Fahmy) risiedeva nel quartiere Gratosoglio con i genitori e tre fratelli minori. 

Gli agenti della Digos avevano appreso la notizia che la giovane si stava avvicinando all'Islam radicale. In particolare la 22enne, nota in rete come Umm-Jlaybib, era in contatto con Abdallah Hasanayn Al-Najjar, presunto membro dello stato islamico del levante, a cui aveva chiesto di organizzarle il viaggio nelle terre di conflitto attraverso la Turchia.

Tuttavia l'organizzazione del viaggio si era rivelata più difficile del previsto: per questo, Fatma aveva cambiato idea e si era dichiarata disposta a compiere un attentato suicida in Italia: secondo gli investigatori stava aspettando un "via libera" dall'Isis per procedere in questo senso.

Gli investigatori della Digos hanno quindi stretto il cerchio ottenendo l'autorizzazione alle intercettazioni e hanno compreso che Fatma spendeva tutto o quasi il suo tempo navigando in internet, limitando al massimo i rapporti perfino con i suoi familiari e con contatti unicamente con una sua vicina di casa. La ragazza, che nel 2013, quando era arrivata in Italia, era "occidentalizzata" nel modo di vivere e di vestire, recentemente invece indossava il niqab, il velo integrale che lascia una piccola fessura solo per gli occhi.

Gli agenti si sono recati a casa della 22enne per effettuare una perquisizione ed interrogare la ragazza. Lei ha subito ammesso di avere avuto effettivamente l'intenzione di recarsi in Siria e, dopo un lungo mutismo, anche di aver avuto contatti (via internet) con esponenti dell'Isis. Nel suo tablet sono state recuperate conversazioni su Telegram con alcuni operativi dell'Isis, stanziati in Siria, a cui la donna aveva mostarto la propria disponibilità a compiere un'azione terroristica in Italia, non ricevendo autorizzazioni a farlo né tantomeno indicazioni pratiche.

Molte invece le conversazioni relative all'organizzazione di un viaggio in Siria, compreso l'invio delle fototessere e dei propri documenti d'identità per predisporre i documenti. Il decreto di espulsione è stato emesso dal Ministero dell'Interno e la sua esecuzione immediata è stata disposta dal questore di Milano, Marcello Cardona.

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