Aggressione al tassista, arrivano due testimonianze

Dopo giorni di silenzi e intimidazioni, due donne si sono presentate spontaneamente in Questura per raccontare ciò a cui avevano assistito il giorno in cui il tassista Luca Massari è stato brutalmente picchiato e costretto in coma. Restano gravi le sue condizioni

Dopo giorni di silenzi, ricostruzioni frammentarie e reticenze, finalmente quel muro di omertà che circondava il caso del brutale pestaggio del tassista Luca Massari, avvenuto Domenica scorsa alla periferia sud di Milano, si sta piano piano sgretolando e due donne, nella mattinata di ieri, hanno trovato il coraggio di presentarsi in Questura per raccontare ciò che avevano visto quel giorno.

Le dichiarazioni delle due donne vanno sostanzialmente a confermare il quadro accusatorio che ha portato in carcere per tentato omicidio tre persone, un vero e proprio clan familiare che fino all'ultimo ha cercato di intimidire possibili testimoni. Come riportato negli atti firmati dal pm Tiziana Siciliano, la prima persona ad aggredire Luca Massari, che aveva inavvertitamente investito e ucciso un cane, sarebbe stata Stefania Citterio, avvicinatasi all'uomo con la sorella Elisabetta e la padrona del cane Sara P. Dopo aver ripetutamente inveito contro l'uomo gli si sarebbe scagliato contro. Solo a quel punto sono intervenuti a picchiare Massari il fratello Piero Citterio, e il fidanzato Morris Michael Ciavarella, autore dell'ultimo ultimo colpo 'particolarmente violento', una ginocchiata in pieno volto che ha fatto finire a terra il tassista sbattendo la nuca sul marciapiede.

Il gip di Milano Maria Grazia Domanico, dopo averlo interrogato per due ore e mezza, ieri ha convalidato l'arresto e disposto per Ciavarella il carcere, sulla base del pericolo di fuga, di inquinamento probatorio e di reiterazione del reato.

Al momento le condizioni di Luca Massari restano gravi seppur stazionarie. E' ancora in coma farmocologico e secondo i medici non sarebbe più necessario l'intervento chirurgico. Il fratello del tassista, sempre al suo capezzale dice che Massari "è sempre tra la vita e la morte".

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