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Trotta (Barley Arts): "La giunta aumenti i decibel per i concerti"

Il promoter torna sull'argomento: "Non è possibile ascoltare musica a livelli bassi, nessuno lo chiederebbe al Maestro Muti ed è giusto. Miliano ha perso il passo con altre città"

Massimiliano Melley 30 agosto 2011

Claudio Trotta, promoter di concerti (è il numero uno di Barley Arts), a qualche mese dall'assoluzione in appello per il famoso concerto in cui Bruce Springsteen sforò il limite orario di 22 minuti, torna a parlare dell'argomento musica dal vivo, a margine della presentazione della festa del Pd: "Occorre alzare i decibel", dice.

E a MilanoToday spiega meglio il suo pensiero.

Perché è importante il tema della musica dal vivo in una città come Milano?

Non solo perché la musica fa bene alle persone, in quanto nutre il cuore e l'anima, ma anche perché è un elemento trainante dell'economia. Ogni concerto, parlo soprattutto di quelli rilevanti, genera un indotto importante per bar, ristoranti, alberghi, negozi, autostrade.

Lei ha citato oggi il limite di decibel dicendo che sarebbe opportuno alzarlo. Ci spieghi meglio.

Oggi a Milano il limite è di 78 db, derogabile a 80 nel senso che ogni promoter ha un certo numero di deroghe possibili all'anno. Ma la musica va ascoltata ai livelli adeguati. Nessuno, e io ne sono felice, va dal Maestro Muti a dire di abbassare il tono, non si capisce perché per Vasco, Ligabue o gli Ac/Dc lo si possa fare.

Ci sono state conseguenze negative dopo la decisione del limite a 78 db?

Sì, artisti come McCartney, Bon Jovi o gli Ac/Dc recentemente non sono venuti a suonare a Milano ma hanno preferito città dove questi limiti non ci sono. Con la conseguenza che Milano ha perso peso specifico nell'ambito della musica dal vivo.

Qual è il motivo per cui 78 db sono troppo pochi?

Semplicemente perché, come dicevo, la musica deve essere sentita. Sembra banale, ma non è sempre così. San Siro, ad esempio, per la sua stessa struttura, in certi punti non consente di sentire la musica che viene suonata se i db sono quelli.

Oltre ai decibel, che proposte vorrebbe avanzare?

Visti i ritmi degli italiani diversi da quelli del Nord Europa, dove i concerti iniziano alle 7.30 - 8 e terminano dopo le 10 di sera, sarebbe necessario far terminare i concerti almeno a mezzanotte. A patto, chiaramente, di permettere alle persone di defluire a quell'ora.

Servirebbero anche altre strutture più adeguate alla musica?

Secondo me non sono necessarie. Con il Forum ora raggiungibile in metrò, il nuovo Palalido e il progetto per il futuro Palasharp direi che per la musica al chiuso non ci sono esigenze. San Siro, per la musica all'aperto, va bene. A me, personalmente, piace meno l'Arena, troppo penalizzata dall'inquinamento luminoso e dal limite di db. Se proprio devo trovare una carenza, direi che manca uno spazio all'aperto per concerti da 3-4mila persone. Ma in questa città occorrerebbe più che altro chiedersi che intenzioni si hanno con il Teatro Lirico, gli Arcimboldi o lo Smeraldo.

Che cosa si aspetta dalla nuova amministrazione di Pisapia?

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Pisapia ha vinto sull'onda di una speranza di cambiamento non solo sull'economia e i servizi, ma anche sull'atmosfera che si vive in città. Capisco che si sono appena insediati, che ci sono altre priorità e che hanno trovato problemi grossi da risolvere. Ma sono state distribuite delle deleghe, per cui spero che gli assessori competenti trovino il tempo di occuparsi anche di spettacolo dal vivo. Oltretutto la proposta di aumentare i decibel è fattibile subito e senza costi.

Claudio Trotta
musica

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