Truffa sugli abbonamenti Atm: 7mila sarebbero stati venduti in nero. Si indaga

È stato presentato un esposto in procura. Nei mesi scorsi era emersa la "truffa dei biglietti"

La metropolitana di Milano

Non si sa che fine abbiano fatto sei-settemila tessere Atm. Scomparse nel nulla. Card "vergini" sulle quali inserire i codici per gli abbonamenti ai mezzi pubblici. Tessere che sono ancora a sistema (registrate negli archivi digitali dell'Azienda), e quindi ancora (teoricamente) nella disponibilità dei dipendenti degli sportelli Atm point, ma che invece non ci sono più. Il sospetto, come riportato in un articolo del Corsera firmato da Gianni Santucci, è che siano state "masterizzate" in nero e rivendute ai clienti da alcuni lavoratori di Atm infedeli che poi avrebbero dirottato gli incassi.

Il buco degli abbonamenti è emerso in un esposto depositato in procura qualche giorno fa e sul caso sono in corso indagini. La falla nel sistema — come riportato dal Corsera — risalirebbe al 2015 e sarebbe stata chiusa, ma ancora oggi ci sarebbe traccia nei sistemi dell'azienda di trasporti milanesi. La procedura, funziona così: ogni dipendente dell'Atm Point ha a disposizione un certo numero di tessere vergini, numero che è registrato anche nel profilo informatico personale dell'impiegato. Ogni volta che un lavoratore vende un abbonamento il sistema dell'azienda legge l'operazione e scala il numero di tessere registrate nel file. Risultato? Gli impiegati dovrebbero avere in mano lo stesso numero di tessere che sono registrate a sistema. E il punto è proprio questo: nei mesi scorsi alcuni dipendenti avrebbero chiesto ai propri superiori come dovevano comportarsi perché avrebbero avuto in mano un numero di card nettamente inferiore di quelle registrate a sistema. 

L'ipotesi al vaglio degli inquirenti è che alcuni dipendenti si sarebbero appropriati di sei-settimila tessere scomparse per rivenderle sottobanco, masterizzate grazie a un computer che si trovava negli uffici di Atm in Duomo, l’unico a poter caricare gli abbonamenti sulle carte al di fuori delle postazioni allo sportello. 

Per quanto risulta al Corsera il filone della vendita degli abbonamenti in nero si sarebbe chiuso nel 2015 quando alcuni responsabili, che si sarebbero accorti della truffa, decisero di non denunciarla e non trasferire l'informazione ai vertici. E proprio nel 2015 il computer capace di "masterizzare" gli abbonamenti in nero sarebbe scomparso dagli uffici.

Biglietti della metro stampati e venduti in nero

Non è la prima volta: nei mesi scorsi Atm ha denunciato e licenziato una decna di dipendenti che clonavano i biglietti cartacei della metropolitana.

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