L'azienda senza una sede (di proprietà di un truffatore) e quei dipendenti fermati per truffa

Due uomini arrestati con l'accusa di truffa aggravata. E il nome di un'azienda che torna

Sempre lo stesso tesserino. Sempre la stessa azienda con i soliti numeri di riferimento e il solito indirizzo fasullo. E sempre la stessa tecnica. 

Sembra essere specializzata in truffe un'azienda formalmente di Brescia i cui dipendenti sono stati più volte fermati in giro per l'Italia dopo raggiri o tentativi di raggiri agli anziani. Anche a Milano il nome della società - regolarmente iscritta alla camera di commercio - è ben noto alla polizia, che soltanto martedì pomeriggio ha incrociato di nuovo la propria strada con due dipendenti - almeno così si sono dichiarati loro stessi - della ditta. 

Nei guai sono finiti un cittadino albanese di ventisei anni, con precedenti per truffa, e un italiano di trenta anni, con precedenti per lesioni. I due, alle 15 in punto, si sono presentati a casa di un uomo di ottantotto anni in viale Ungheria e, dopo averlo convinto che era obbligatorio per legge installare un rilevatore di gas, sono riusciti a fargliene acquistare uno per la "modica" cifra di 299 euro. 

Subito dopo, i due truffatori - finiti in manette proprio con l'accusa di truffa aggravata - si sono allontanati, ma la pettorina arancione che indossavano ha attirato l'attenzione di una signora che ha dato l'allarme alla polizia, che è immediatamente intervenuta riuscendo a bloccare in flagranza i due, trovati in possesso di due tesserini da "incaricati" per la società. 

Nel comprensorio di viale Ungheria - un condominio con diverse scale e numerosi  appartamenti - gli agenti hanno trovato diversi cartelli di avviso, tutti intestati alla solita ditta, affissi sulle porte per avvisare che sarebbero passati alcuni dipendenti dell'azienda per l'istallazione dei rilevatori.

Agli stessi poliziotti, l'anziano truffato ha raccontato di aver pagato con il bancomat e la transazione, hanno fatto sapere dalla Questura, risulta effettuata in favore proprio dell'azienda di cui i truffatori sarebbero dipendenti. Così come dipendenti di quella società sarebbero stati anche altri due uomini fermati, con la stessa accusa, a gennaio scorso

I poliziotti milanesi, come riferito da via Fatebenefratelli, hanno cercato di rintracciare qualche referente della società, ma al momento l'impresa è risultata impossibile.

La sede dell'azienda, infatti, sembra sia in una strada della periferia di Brescia, dove gli agenti hanno trovato soltanto una casa - vuota - e una cassetta della posta con un'etichetta con impresso il nome proprio della ditta. Il titolare formale, hanno spiegato sempre dalla Questura meneghina, risulta essere un uomo italiano con precedenti. Nel suo passato, stando a quanto appreso, avrebbe avuto problemi con la giustizia proprio per delle truffe. 
 

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