Uccide di botte la moglie per gelosia e fugge in Italia: killer preso mentre mangia alla Caritas

L'uomo aveva ammazzato sua moglie in Francia ed era fuggito. Preso a Como dalla Mobile

Aveva ammazzato la sua compagna al termine dell'ennesima lite. L'aveva uccisa - e di questo le autorità francesi ne sono certe - colpendola con calci e pugni fino allo sfinimento. Quindi aveva lasciato la sua città e la sua Nazione, cercando di fuggire verso casa.

Nella sua disperata corsa, però, ha fatto un errore: ha creato un profilo Facebook, forse proprio alla ricerca di contatti utili, che alla fine lo ha tradito. 

Donna uccisa in casa dal marito

Un uomo di quaranta anni, U.K.F. nato a Levallois Perret in Francia ma di origini turche, è stato arrestato giovedì mattina a Como perché sospettato e accusato dell'omicidio della sua compagna, la 50enne Valerie Kelemen. La donna era stata trovata morta lo scorso 21 aprile 2019 nella sua casa di Melun, a una cinquantina di chilometri da Parigi. Il decesso, aveva stabilito il medico legale, risaliva ad almeno un giorno prima e ad ucciderla - secondo le indagini - era stato proprio il suo compagno, che l'aveva ammazzata di botte per motivi di gelosia. 

Durante le indagini che hanno incastrato il 40enne, investigatori e inquirenti francesi hanno accertato che il killer stava cercando di raggiungere la Turchia, tanto che a inizio maggio - quando in Italia non era ancora formalmente ricercato - risulta un suo respingimento alla frontiera tra l'Italia e la Slovenia.

Il 10 maggio è arrivata l'accelerata all'inchiesta con l'emissione di un mandato di arresto europeo e quattro giorni dopo il “Tribunal de Grand Istance de Melun” ha spiccato un ordine europeo di indagine penale che il pm Sergio Spadaro ha delegato alla Squadra Mobile della Questura di Milano, guidata dal dirigente Lorenzo Bucossi. 

Il profilo Facebook del killer ricercato 

Gli agenti, che si sono subito messi sulle tracce del ricercato, sono riusciti a scoprire che l'uomo aveva creato un account Facebook che "restituiva" un indirizzo Ip pubblico italiano. A quel punto, i poliziotti hanno scandagliato gli Ip privati collegati - come le connessioni wifi usate - e sono arrivati a Como. 

Dopo giorni di appostamenti e pedinamenti, giovedì verso ora di pranzo sono scattate le manette: l'assassino è stato bloccato mentre entrava alla Caritas di via Tatti per il pranzo. 

Il lavoro degli investigatori prosegue adesso per capire se il ricercato avesse trovato appoggi o coperture nella città lariana, dove è presente una folta comunità turca, e per ricostruire i suoi spostamenti in Italia. Non è escluso, però, che il 40enne stesse semplicemente cercando di passare la frontiera verso la Svizzera per poi partire alla volta della Turchia. Gli agenti della Mobile, però, sono arrivati prima di lui.

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