Accoltellamento Bettarini: ultrà dell'Inter avrebbero fatto pestare aggressori in carcere

Il 19enne ha parlato al telefono della visita dei capi della curva mentre si trovava in ospedale. Ma gli inquirenti non ritengono credibili le sue parole

Niccolò Bettarini

Il figlio di Stefano Bettarini e Simona Ventura, Niccolò, dopo l'aggressione subita davanti alla discoteca Old Fashion lo scorso 1° luglio, mentre si trovava in ospedale avrebbe ricevuto "la visita dei capi della curva dell'Inter"; i quali gli avrebbero detto che a San Vittore avevano "fatto picchiare  e gonfiare "come le 'prugne' i suoi aggressori sia dagli sbirri che da quelli dentro". A dirlo è un'informativa che riassume un'intercettazione telefonica  agli atti del procedimento a carico dei quattro fermati per tentato omicidio. Ma per gli inquirenti le parole del ragazzo non sono credibili e in carcere non risulta essersi verificato alcun pestaggio.

Lo scorso 17 luglio, secondo gli atti dell'inchiesta della Squadra mobile, coordinata dal pm Elio Ramondini, mentre era al telefono con un amico, Bettarini ha raccontato della visita ricevuta dai "capi della curva dell'Inter". Ma gli inquirenti non credono al racconto di Bettarini, che per altro, sempre al telefono, ma con un altro amico, ha anche detto di aver dato un pugno prima di essere stato aggredito, altro dettaglio che non risulta convincente per gli inquirenti.

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A causa delle coltellate ricevute, il 19enne era stato operato d'urgenza all'Ospedale Niguarda per un intervento di ricostruzione del nervo dell'arto superiore. Recentemente era stato annunciata la decisione del ragazzo di costituirsi parte civile al processo contro i quattro giovani indagati, per il riconoscimento dei danni subiti.

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