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Vallanzasca trova lavoro: fa il magazziniere a Sarnico

L'ex boss ha riottenuto il permesso di lavorare fuori dal carcere. Il beneficio era stato sospeso a maggio del 2011 quando 'il bel René' era stato pizzicato a incontrarsi con una donna

Redazione22 agosto 2012
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Da ex boss della Comasina a magazziniere in una piccola ditta di Sarnico, in provincia di Bergamo. Renato Vallanzasca, condannato a quattro ergastoli, ogni mattina lascia il carcere di Bollate e raggiunge il comune che affaccia sul lago d'Iseo dove, da fine luglio, lavora come magazziniere e assistente di un imprenditore impegnato nel commercio.

Nel marzo 2010, usufruendo del beneficio del lavoro esterno, aveva lavorato nella pelletteria milanese Ecolab, nel maggio 2011 invece, dopo l'ok al regime di semiliberta', il 'bel Rene' aveva prestato la sua opera in una ditta informatica a Nerviano, nell'hinterland del capoluogo lombardo.
Ma il 30 maggio 2011 il Tribunale di Milano ha sospeso Vallanzasca dal beneficio del lavoro esterno perché l'ex bandito violava le regole di utilizzo del beneficio, in particolare per incontrarsi segretamente con una donna; inoltre, sempre nel mese di maggio 2011, la Corte di Cassazione ha condannato Vallanzasca a rimborsare allo Stato le spese di mantenimento in carcere.

Nel febbraio 2012 ha riottenuto il beneficio di poter lavorare all'esterno del carcere, come magazziniere. Per l'ex capo della malavita milanese negli anni Settanta, condannato a 260 anni di carcere di cui quasi 40 effettivamente scontati, si tratta di un nuovo inizio.

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Renato Vallanzasca
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1 Commenti

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  • Avatar anonimo di mantovani

    mantovani io sono disoccupato!!! ma senza precedenti penali é difficile trovare lavoro. se poi sul curriculum scrivi ergastolano puó essere che il direttore ti accende pure un mutuo. io non ce l'ho con rené e né con chi cura la sua riabilitazione e il suo reinserimento nella societá da persona onesta. mi fa schifo peró chi fa lavorare nella propria azienda un ex delinquente qnd ci sn tanti giovani onesti. mi fa inca**¥% il fatto che qualcuno si arricchisca a discapito dei disoccupati italiani in primis e dei detenuti sottopagati in secondo luogo. e questi poi sarebbero imprenditori modello.

    il 24 agosto del 2012