Giornata "nera", martedì 8 febbraio, per Renato Vallanzasca, ex numero uno di una banda criminale che imperversò nel Milanese negli anni Settanta. Vallanzasca, infatti, nello stesso giorno ha perso la madre - 94enne e molto legata al figlio: aveva scritto al presidente Napolitano per chiederne la grazia - e si è visto rifiutare dal tribunale di sorveglianza di Milano la richiesta del passaggio in regime di semi-libertà, per "un reinserimento sociale".
Il "Bel Renè", attualmente, si trova nel carcere di Bollate, dove gode del permesso di lavoro esterno: alla sera deve tornare nel penitenziario. La semi-libertà gli avrebbe permesso di passare più tempo fuori, visto che non è vista come un "permesso" ma un vero e proprio passaggio antecedente al "completo reinserimento nella società". Il criminale milanese deve scontare 4 ergastoli; è già stato in carcere più di trent'anni.
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Il tribunale milanese ha anche giustificato la sentenza - avvenuta qualche giorno fa - con il comportamento "scorretto" di Vallanzasca, che, durante un soggiorno-permesso nel Casertano, avrebbe ingiuriato pesantemente alcuni carabinieri "addetti" al suo controllo.





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1 Commenti
FeedDome Samy VALLANZASCA.... il solito spaccone........ sei rimasto al palo.... gli anni che furono sono passati, svegliati si e' fatta l'ora di mettersi al passo coi tempi!!!