Milano ha un problema con il bike sharing a flusso libero: bici devastate dai vandali

Negli ultimi giorni diverse biciclette sono state devastate, gettate nel Naviglio o deturpate

Una bicicletta di Ofo parcheggiata in modo creativo vicino alla Bocconi (foto Matteo P./MilanoToday)

Una bicicletta nel Naviglio, una appesa a un albero, un'altra senza il "lucchetto elettronico" e un'altra abbandonata addosso a un albero. Comun denominatore? Sono tutti bici di Ofo e Mobike, quelle del bike sharing free floating: velocipedi che non hanno bisogno di una stazione fissa ma si possono lasciare tranquillamente per strada. Sono solo alcuni degli ultimi casi, più precisamente solo quelli che ci hanno segnalato i nostri lettori solo nella giornata di mercoledì 4 ottobre. Solo. E il problema delle biciclette a flusso libero sembra essere proprio il vandalismo.

Il servizio di bike sharing a flusso libero è iniziato il 30 agosto con Mobike, il 22 settembre si è aggiunta anche Ofo. Una volta a regime i due servizi offriranno 12mila biciclette (8mila Mobike, 4mila Ofo) che si sommano alle 3.650 offerte da Bikemi. La risposta dei milanesi è stata decisamente favorevole tanto che Mobike avrebbe totalizzato 35mila iscritti solo nei primi 15 giorni. Risultato? Le bici hanno colorato le strade della città.

Come funziona il bike sharing free floating

Le biciclette possono essere prelevate con un'applicazione dedicata e rilasciate alla fine dell'uso. Possono essere parcheggiate lungo i bordi delle strade a patto che non vi sia sosta riservata o divieto e, inoltre, in tutte le aree di sosta presenti a Milano: oltre 670 postazioni per un totale di 8.300 posti (in stalli o rastrelliere) diffusi sul territorio. Mille posti in più sono stati già programmati dall'amministrazione e verranno realizzati entro la fine del 2017. Non solo: oltre 400 posti saranno poi dedicati esclusivamente a questo tipo di bike sharing in tutta la città.

Le misure anti-vandali

Entrambi i gestori hanno predisposto un sistema di punteggi per evitare o limitare comportamenti scorretti da parte degli utenti. Ma se Ofo — che è partito solo ufficiosamente: le bici sono gratis fino al 31 ottobre — non ha ancora reso noto nel dettaglio né il sistema di punti né le tariffe a regime, Mobike ha già predisposto tutto. 

L'utente di Mobike, all'iscrizione, ottiene 100 punti e può incrementarli fino a mille, ma anche scendere fino a zero. Ciascuna corsa effettuata dà diritto a un punto, così come segnalare una bici rotta o un parcheggio altrui errato, o ancora essersi iscritto tramite un amico oppure fare iscrivere un amico.  Ma, come detto, i punti si possono anche perdere. Se si utilizza un blocco privato, ci si dimentica di bloccare la bici (causandone la perdita) o si trasporta illegalmente una bici, il credito viene ridotto a zero. Invece se si parcheggia in un'area recintata, si perdono 20 punti; se - fermati dalla polizia - si abbandona la bici, si perdono 50 punti; se infine ci si dimentica di bloccare la bici ma, alla fine, la si riprende, si perdono 15 punti.

E quando si scende troppo (80 punti o meno), le tariffe schizzano alle stelle. Da lì in poi, ogni mezz'ora di Mobike costerà 20 euro. Una cifra volutamente esorbitante per scoraggiare i comportamenti sbagliati.

La struttura di punteggi e penalizzazioni di Ofo sarà senz'altro simile. Ma c'è un dettaglio di non poco conto: i punti si perdono se "si parcheggia in un'area recintata". Ecco, forse il Naviglio è considerato tale, ma lasciare la bici appesa a un albero, per quanto sbagliato, è "area recintata"? Via libera alle interpretazioni. Per il momento sembra che Milano abbia un grosso problema con questo nuovo tipo di servizio. 

mobike

Sul caso è intervenuta anche l'assessore alla sicurezza Carmela Rozza che, rispondendo a un cittadino sulla sua pagina Facebook, ha dichiarato: "Spesso ho dichiarato che, purtroppo, la Pubblica Amministrazione poco o nulla può fare contro l'inciviltà delle persone. Persone, che, tra l'altro, con la loro maleducazione creano disagio ai loro concittadini. Parlerò con il collega che ha la delega per i trasporti di questo, anche se forse sarebbe più corretto parlare con la Ministra Fedeli, chiedendo a gran voce il reinserimento dell'Educazione Civica nei programmi scolastici, a partire dalle primarie"

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