Case popolari: «I cortili di San Siro in mano a vandali e delinquenti»

Le denunce dei residenti che convivono ogni giorno con il degrado e l'incuria e hanno paura delle risse e delle occupazioni abusive

Rifiuti e altro in via Abbiati (foto AC)

A settembre 2016 San Siro fu scenario di una maxi rissa iniziata con una lite davanti a un bar in piazzale Selinunte e finita, dopo qualche ora, con una caccia all'uomo tra gruppi di stranieri. I carabinieri intervennero con una quindicina di gazzelle. Le cronache riportano l'esito: un arrestato, un paio di persone in ospedale per le ferite da coltello. Sembra che tutto abbia avuto origine da una ragazza contesa. Ma gli abitanti del quartiere ricordano ancora quella serata di paura: i fuggitivi e gli inseguitori scavalcarono le recinzioni dei caseggiati Aler ed entrarono nei cortili interni di via Abbiati, gli uni per far perdere le proprie tracce, gli altri per trovarli. Così la rissa proseguì in quei cortili e, in alcuni casi, i "vendicatori" si fecero aprire le porte degli appartamenti per trovare i loro bersagli.

Un clima che per fortuna non si ripete a questo livello tutti i giorni, ma che resta pesante e soprattutto ben noto alle forze dell'ordine e alla politica cittadina. La vita quotidiana nelle case Aler di San Siro è sempre sul "chi va là" e i residenti, di storie e aneddoti da raccontare, ne hanno fin troppi. Vorrebbero vedere soluzioni, adesso. Perché del loro quartiere - e degli altri, da Giambellino a Calvairate - si parla molto dal 2014, l'anno del boom delle occupazioni abusive, ma il ritornello è sempre lo stesso. Tanto che quasi non fa più "notizia". 

Le soluzioni, però, tardano ad arrivare. Ogni tanto la politica si accorge dei quartieri popolari, come per la visita dei parlamentari della commissione d'inchiesta sulle periferie, lunedì 6 marzo, che ha fatto il tour di San Siro. E sempre in zona arriveranno, la mattina di venerdì 10 marzo, le commissioni comunali sulle periferie e su casa e lavori pubblici per un sopralluogo.

Le storie di vita quotidiana, si diceva: perché i disagi, i disservizi, sono tanti e costanti. Piccoli, a volte, come la lampadina del pianerottolo sostituita direttamente dai dirimpettai perché se si aspetta l'Aler occorrono mesi. I residenti raccontano tante apparenti assurdità come questa che, prese nell'insieme, hanno una sola spiegazione: totale inefficienza di chi gestisce i caseggiati. 

Così può capitare che un ascensore installato nel 2000 non abbia mai funzionato, nemmeno per un giorno. Poteva essere utile per assegnare ai disabili qualche alloggio ai piani superiori di quella scala, il risultato è che gli alloggi sono rimasti a lungo vuoti e poi sono stati occupati. Oppure, stesso cortile, le vetrate delle scale non vengono pulite da almeno due anni; e i lampioni non funzionano, sono tutti rotti: senza le plafoniere presso i portoni d'ingresso delle scale, sarebbe buio pesto.

Ma perché sono rotti? I residenti avanzano una spiegazione. Potrebbe essere per le pallonate ricevute durante il gioco dei bambini. Giocare a calcio, così come scorazzare in bicicletta, è un'abitudine costante, a tutte le ore, in estate anche di sera inoltrata. Le finestre chiuse non bastano per chi ha bisogno di riposare, e nei palazzi Aler vivono molte persone anziane.

D'altra parte, accedere ai cortili è un gioco da ragazzi. I cancelli spesso sono rotti, così rimangono accostati o direttamente spalancati. Le inferriate possono essere scavalcate, come nella serata folle di settembre 2016, ma anche piegate per fare passare i bambini più piccoli in mezzo. Così i cortili diventano luoghi di ritrovo per un sacco di persone, anche sconosciute, che stazionano fino a tardi, magari esagerando con l'alcol, magari spacciando droga al riparo da occhi indiscreti. 

Il degrado si accompagna alle occupazioni abusive degli alloggi vuoti. E' evidente che qualcuno tiene conto di quelli che si liberano e qualcun altro "distribuisca" a pagamento le case procurando anche chi spacca le lastre che Aler posiziona alle porte e, all'occorrenza, perché succede anche questo, uno o due minorenni in modo che, all'arrivo delle forze dell'ordine, l'occupante risulti "con minori a carico". Il fenomeno, che dopo il 2014 era dimiuito, ha ripreso vigore.

Gli occupanti abusivi, poi, devono liberare gli alloggi dai rimasugli di ciò che c'era prima. Risultato: lavatrici, mobili, materassi vengono accatastati sia nei cortili sia fuori, sul marciapiedi. Aggiungendo degrado al degrado, e con la beffa: perché poi la bolletta per i ritiri dell'Amsa viene recapitata a tutti i residenti regolari, che si trovano a dovere pagare. 

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