Verdiglione, ascesa-discesa di uno psicanalista d'assalto

Psicanalista, filosofo, imprenditore, immobiliarista. Tante sono state le "vite" di Armando Verdiglione, nella bufera per una presunta frode fiscale da 3 miliardi di euro. Negli anni Ottanta fu già incarcerato

Da psicanalista d'assalto e filosofo nel periodo d'oro del craxismo, a immobiliarista e imprenditore con una galassia di società di cui si sarebbe servito per frodare il fisco. Già negli anni ottanta, insieme a una schiera di suoi fedelissimi, era stato al centro di un clamoroso caso giudiziario che lo aveva portato in carcere a San Vittore, e ora Armando Verdiglione è di nuovo finito nei guai.

LA VITA - Con lui la moglie Cristina Frua De Angeli, erede di una antica famiglia milanese, e ancora un nutrito gruppo di fedelissimi. In questi giorni il pm di Milano Bruna Albertini ha chiuso una nuova indagine, avviata tre anni fa in seguito a una verifica fiscale della Guardia di Finanza, nei confronti del 'professore' (che ha dato vita alla Fondazione che porta il suo nome e alla Università Internazionale del secondo Rinascimento), della moglie e di altre 24 persone, dipendenti, collaboratori e professionisti che lo hanno seguito nella sua 'impresa'. E se trent'anni fa le accuse erano truffa, tentata estorsione e circonvenzione di incapace, adesso i reati contestati a vario titolo sono associazione per delinquere finalizzata all'emissione e all'utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, alla truffa aggravata ai danni di istituti di credito e dello Stato e all'appropriazione indebita. In sostanza le fiamme gialle hanno scoperto un giro di fatture false per circa tre miliardi di euro, con tanto di 300 milioni di Iva evasa.

LA LEVATA DI SCUDI DELL''87 - E poi sono state sequestrate Villa San Carlo Borromeo a Senago (sede di un lussuoso hotel, di centro congressi e di Fondazione e Università) e Villa Rasini Medolago a Limbiate, le dimore storiche in provincia di Milano, che fanno capo alla 'holding' Verdiglione. Una vicenda questa che, al momento, ha visto lo psicanalista e la moglie affidare la difesa ad alcuni comunicati stampa firmati da loro o dai loro avvocati. Non più, quindi la mobilitazione di un tempo, quando l"Affaire Verdiglione" provocò una notevole levata di scudi: nell'87, addirittura, intellettuali di vari Paesi, tra cui cui Bernard-Henri Levy e Eugene Ionesco, comprarono una pagina sul quotidiano francese Le Monde per lanciare un appello al Presidente della Repubblica e alla magistratura italiana per mettere fine a quello bollavano cone un clima di caccia alle streghe.

ALTRI GUAI GIUDIZIARI - E poi, quando il professore, nell"89 ritornò in cella per scontare la condanna definitiva, per incoraggiarlo si era mosso un gruppo, in prevalenza donne, guidato da Francesca Scopelliti, la compagna di Enzo Tortora. Oggi a distanza di trent'anni, soono arrivati nuovi guai giudiziari per il 'professore', ma non più la solidarietà e la mobilitazione del mondo degli intellettuali.

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