Milano, la soffiata tradisce il "magazziniere": trovati 11 milioni di euro di droga in un garage

Gli uomini della Mobile sono riusciti a sequestrare mille e cento chili di hashish. L'indagine

La droga sequestrata

Era perfettamente anonimo. Due soli precedenti alle spalle, ma piccoli e ormai di oltre venti anni fa. Nessun problema con la giustizia, né niente che potesse attirare l'attenzione su di lui. Il "magazziniere" perfetto, insomma. Eppure, agli agenti è bastato il suo nome e il modello della sua auto per incastrarlo. 

Un uomo di quarantadue anni - F.P., milanese e disoccupato - è stato arrestato lunedì sera con l'accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti dagli agenti della sezione narcotici della squadra Mobile di Milano, guidati dal dirigente Domenico Balsamo. 

Video | Dietro il muro compare il tesoro di droga

Il nome e l'auto da trovare

A dare il là alle indagini è stata un'informazione che i poliziotti hanno raccolto durante il lavoro quotidiano sul territorio: una "soffiata" che raccontava di una persona probabilmente in possesso di un'importante quantità di droga nei pressi di via Padova. 

Così, gli investigatori hanno iniziato a passare al setaccio la zona nord della città alla ricerca di qualche informazione utile su quel nome e quella macchina finiti nel loro mirino. La prima svolta è arrivata quando gli agenti hanno trovato l'auto - una Ford Focus grigia - che è effettivamente risultata intestata all'uomo "segnalato". 

Lunedì pomeriggio, dopo sette giorni di appostamenti e pedinamenti praticamente ininterrotti, è arrivata la svolta: il 42enne - che in realtà vive in zona Bonola - è tornato per l'ennesima volta tra via Padova e via Palmanova e ha incontrato due uomini, i cui volti erano entrambi già noti alla polizia. 

Maxi sequestro droga polizia 2

Lorenzo Bucossi, dirigente della Mobile, e Domenico Balsamo, dirigente della Narcotici, con la droga sequestrata

La droga e il radar anti polizia

A quel punto, gli uomini della narcotici hanno deciso di entrare in azione e lo hanno bloccato, trovandolo in possesso di 6.500 euro in contanti. Una volta nel box - situato in un'autorimessa sotterranea - gli agenti hanno subito scoperto panetti di hashish per un peso complessivo di oltre 150 chili. 

Ad attirare l'attenzione dei poliziotti, però, è stato uno dei muri del garage, decisamente troppo nuovo e troppo pulito rispetto agli altri. Agli investigatori è bastata qualche martellata per scoprire che lì dietro, in un'intercapedine fatta da poco, era nascosto il resto del "tesoro". 

Nel box del "magazziniere" sono stati scoperti complessivamente 1.100 chili di hashish - divisi in 69 "blocchi" -, 550 grammi di cocaina e un navigatore Garmin per imbarcazioni con radar: uno strumento che induce a pensare - la riflessione del dirigente della Squadra Mobile, Lorenzo Bucossi - che la droga fosse arrivata dal Nordafrica in Italia a bordo di una barca e che proprio il radar servisse per evitare spiacevoli incontri durante la rotta.  

I palloncini e l'odore

Tutto l'hashish era sistemato perfettamente in pacchi creati con lo scotch, con tanto di manico. E all'interno di ogni "imballaggio" il "fumo" era conservato in alcuni palloncini, fondamentali sia per ridurre al minimo l'odore - la tonnellata di droga non rilasciava praticamente nessuna puzza -, sia per rendere più semplice l'eventuale recupero della droga in mare. 

Sessantotto dei sessantanove mega panetti - ognuno con un peso tra i quindici e i venti chili - erano integri e intatti. In uno soltanto, hanno accertato i poliziotti, mancava un po' di hashish: è probabile quindi che il carico fosse arrivato da poco e che il 42enne - scelto come "magazziniere" proprio perché insospettabile - avesse iniziato a spacciarlo soltanto qualche ora prima, magari guadagnando quei 6.500 euro che i poliziotti gli hanno trovato in tasca.

Tutta quella droga, invece, una volta finita sul mercato gli avrebbe fruttato 11 milioni di euro. 

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