Lite per il passeggino sul bus: scatta la denuncia della mamma aggredita

Dopo l'incredibile sequenza con gli insulti e uno schiaffo, la vittima ha sporto denuncia in questura

La sequenza

Ci sarà un'indagine sull'episodio della mamma insultata e aggredita da un'anziana a bordo di un autobus della linea 50, nei pressi di una fermata in zona Lorenteggio. Il fatto ha suscitato scalpore e indignazione a Milano grazie ad un filmato diffuso online anche da MilanoToday. Le carte sono ora in mano alla polizia.

Video: la "rissa" a bordo del bus

La vittima era salita sull'autobus (un modello senza gradini) con un passeggino e i figli. Secondo quanto si può intuire dalle immagini, stava ripiegando il passeggino: su quel tipo di bus, infatti, soltanto un passeggino alla volta può rimanere aperto, a patto che sia collocato nella zona riservata.

Una passeggera le si è scagliata contro, urlandole frasi estremamente sgradevoli, come "vai giù, vai giù, non farmi girare i coglioni" e "scendi subito, ti dò una sberla che vedi". La donna non si è limitata a insultare e sbraitare ma ha tentato di afferrare il passeggino con l'intenzione di buttarlo giù dall'autobus. Dopo qualche attimo concitato, l'anziana ha tirato una sberla alla giovane mamma e a quel punto una passante ha provato a tirare giù dall'autobus l'aggressora per calmarla. Poco dopo il video si interrompe.

La denuncia

L'anziana non ha esplicitamente fatto intendere uno sfondo razzista nella sua aggressione verbale e fisica, ma è un fatto che la giovane mamma indossasse il velo. Così come è un fatto che negli ultimi tempi sia in generale aumentata l'intolleranza nei riguardi degli stranieri. Non si può automaticamente concludere che si sia trattato di un'aggressione di stampo razzista, ma nemmeno si può escluderne a priori l'intenzione.

Quello che è certo è che l'anziana ha mostrato una rabbia decisamente sproporzionata rispetto al contesto, soprattutto perché ha utilizzato termini e minacce verbali senza alcuna autocensura nonostante la presenza di diversi minori. Ma anche per la sberla tirata verso la fine del filmato.

Giovedì 31 gennaio la giovane mamma si è rivolta a Progetto Aisha, un'associazione per il contrasto alla violenza sulle donne, con cui era già in contatto. Poi, accompagnata da una mediatrice culturale dell'associazione, si è recata alla questura di via Fatebenefratelli per sporgere denuncia, allegando il video dell'aggressione. 

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