Inaugurata la mostra "Hokusai, Hiroshige, Utamaro": il Giappone nelle 200 immagini di tre maestri assoluti

A 150 anni dalla firma del primo Trattato di Amicizia e di Commercio tra il Giappone e l'Italia Palazzo Reale accoglie una grande rassegna sui tre maestri dell'ukiyoe

"La grande onda" Hokusai

Il 22 settembre viene inaugurata Hokusai, Hiroshige, Utamaro, la mostra visitabile fino al 29 gennaio che a Palazzo Reale raccoglie 200 silografie policrome e alcuni libri illustrati provenienti dall'Honolulu Museum of Art.

L'allestimento è stato pensato per celebrare i 150 anni dalla firma del primo Trattato di Amicizia e di Commercio tra il Giappone e l'Italia e, come ha dichiarato l'assessore alla Cultura Filippo Del Corno durante la conferenza stampa di presentazione: "quest'esposizione apre un ampio ciclo di iniziative dedicate alla cultura giapponese, tra cui, va ricordata la messa in scena al Teatro alla Scala di Madama Butterfly, opera di Giacomo Puccini ambientata proprio nel Paese del Sol levante". In programma per i prossimi mesi attività che hanno per tema il Giappone anche al Museo di Storia Naturale, all'Acquario Civico, al Planetario, al Mudec e all'Hangar Bicocca.

La grande rassegna ospitata nelle sale di Palazzo Reale è dedicata ai tre più grandi maestri dell'ukiyoe, la produzione artistica giapponese detta "del mondo fluttuante" per le modalità di rappresentazione di paesaggi, vedute e ritratti femminili. Questo movimento, sviluppatosi in un periodo in cui il Giappone iniziò un percorso di forte sviluppo politico e socio-economico (XVII-XX secolo), influenzò fortemente artisti occidentali del calibro di Manet, Monet, Van Gogh, Degas e Toulose-Lautrec, che si ispirarono a queste immagini esotiche sia per i temi, come le scene di vita quotidiana, sia per colori e forme.

Rossella Menegazzo, curatrice della mostra, ha raccontanto come "queste stampe furono una vera e propria rivoluzione in epoca Edo. Le loro dimensioni contenute infatti, consentirono la diffusione dell'arte tra le classi più popolari. Per questo i loro colori vivaci e i soggetti rappresentati costituiscono un linguaggio in grado di parlare a tutti". Le silografie, che venivano utilzzate in Giappone in serie di dodici come calendari, o come ornamenti per i paravento, arrivarono in Europa come carta straccia, imballaggio per le ceramiche trasportate sulle navi. Ma il loro destino mutò profondamente una volta che furono notate da qualche artista le notò: le piccole raffigurazioni arrivarono a influenzare la cultura occidentale profondamente, dando vita nell'Europa di 1800 al giapponismo. Di ritorno in patria poi, gettando le basi per espressioni artistiche pop come i manga e gli anime.

Il percorso espositivo mette a confronto i due paesaggisti Hokusai e Hiroshige con le rispettive immagini di una natura che, rappresentata secondo canoni letterari, appare eterea e fluttuante. Ponti, cascate, scorci di vita quotidiana si alternano fino all'iconica Grande Onda di Hokusai e ai volti e corpi sensuali di Utamaro. Cinque le sezioni previste: Paesaggi e luoghi celebri: Hokusai e Hiroshige; Tradizione letteraria e vedute celebri: Hokusai; Rivali di "naura": Hokusai e Hiroshige; Utamaro: bellezza e sensualità; I Manga: Hokusai insegna.

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