33 milioni per gli artisti e la cultura. Gli assessori in una nota congiunta: "Si va nella direzione giusta"

Poche ore fa il Ministro Dario Franceschini ha annunciato in Parlamento significativi provvedimenti appena presi in attuazione del decreto cura Italia. I 20 milioni di euro “per il mondo dello spettacolo, del teatro, della danza, della musica, dei circhi, dei festival che sono esclusi dal Fus” e i 13 milioni di euro “del diritto d'autore per musicisti e artisti sotto un certo reddito”

Poche ore fa il Ministro Dario Franceschini ha annunciato in Parlamento significativi provvedimenti appena presi in attuazione del decreto cura Italia. I 20 milioni di euro “per il mondo dello spettacolo, del teatro, della danza, della musica, dei circhi, dei festival che sono esclusi dal Fus” e i 13 milioni di euro “del diritto d'autore per musicisti e artisti sotto un certo reddito” sono un importante primo importante sostegno alle realtà più piccole e più fragili nel mondo dello spettacolo dal vivo, profondamente colpito dallo stop e dalle misure di distanziamento sociale che saranno necessarie alla ripresa.

Lo scrive una nota di Palazzo Marino. "Nel mese che abbiamo alle spalle abbiamo insistito sulla necessità di usare le risorse previste nel “cura Italia” per dare concreto sostegno alle tante realtà piccole e medie che sono fondamentali per il sistema culturale italiano, sull’urgenza di metterne in campo nuove per le persone e le attività rimaste escluse dal decreto di Marzo e di sostenere i Comuni dalla cui capacità d’intervento dipende largamente la vita culturale del Paese. Su questa base abbiamo intessuto un confronto costruttivo con il Ministro e il Ministero, confronto che oggi comincia a dare importanti frutti concreti", spiega l'assessore alla Cultura del Comune di Milano Filippo Del Corno, insieme ai colleghi di molte città tra cui Roma, Torino, Palermo, Ancona.

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"Abbiano ragione di ritenere che le misure annunciate oggi saranno seguite da altre con lo stesso spirito, nello spettacolo dal vivo, cinema e audiovisivo, ma anche negli altri settori della produzione culturale colmando, con il prossimo decreto-legge e auspicabilmente anche nelle misure di sostegno ai Comuni, i vuoti lasciati nel primo decreto cura Italia, specie per i lavoratori intermittenti e i tanti freelance. Siamo fiduciosi che continuando nel confronto e nel reciproco ascolto, lavorando seriamente e insieme, si riuscirà a salvare il settore e rilanciare la produzione culturale, dal cui destino dipende quello del Paese e delle nostre città", concludono gli assessori.

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