Teatro Arcimboldi, i Pomeriggi Musicali lasciano: la gestione andrà a Longoni (senza gara)

Si prepara una cessione di ramo d'azienda. Le novità

Il Teatro degli Arcimboldi sta per passare alla gestione di Gianmario Longoni, già "patron" del Teatro Smeraldo, e della sua Show Bees. La notizia non è ancora stata ufficializzata, ma una lettera degli orchestrali ha reso pubblici i "movimenti" intorno al teatro più grande d'Italia, di proprietà pubblica, costruito nel quartiere Bicocca su progetto di Vittorio Gregotti e inaugurato nel 2002.

La gestione degli Arcimboldi era stata affidata nel 2014 alla Fondazione I Pomeriggi Musicali (che gestisce anche il Teatro Dal Verme) per sei anni con la possibilità del rinnovo per altrettanti sei. Entro il mese di aprile del 2020 la Fondazione dovrà rendere ufficialmente nota la sua intenzione sul futuro. E sembra che la prospettiva sia quella della cessione di ramo d'azienda (della collegata Servizi Teatrali Srl) a Longoni. Gli orchestrali hanno scritto una lettera, indirizzata ai vertici della Fondazione, preoccupati del futuro dei sei dipendenti della Servizi Teatrali. Attraverso la lettera, tutta l'operazione è stata resa nota al pubblico.

A Palazzo Marino per ora bocche cucite, così come ai Pomeriggi Musicali. Ma per venerdì 21 febbraio, alle due e mezza del pomeriggio, è stata convocata una seduta della commissione cultura durante la quale si parlerà proprio del futuro degli Arcimboldi. La Fondazione I Pomeriggi Musicali arriverà con alcuni suoi rappresentanti per spiegare lo stato delle cose.

Chi è Longoni, probabile futuro gestore degli Arcimboldi

La questione farà discutere, anche se formalmente la cessione di ramo d'azienda dell'attuale concessionario è consentita. Tuttavia viene sostanzialmente bypassata una gara ad evidenza pubblica. Longoni è un nome noto nel panorama teatrale milanese (e non solo). La sua famiglia ha gestito il Teatro Smeraldo di piazza XXV Aprile dal 1942 al 2012, quando Gianmario Longoni lo cedette a Eataly. Ironia della sorte: all'epoca Longoni ascrisse la crisi dello Smeraldo anche alla concorrenza (da lui definita «sleale») degli Arcimboldi, che percepivano contributi pubblici.

Poco prima Longoni aveva ceduto la gestione del Teatro Nazionale di piazza Piemonte, passata a Stage Entertainment, e nel 2013 ha passato il testimone del Sistina di Roma a Massimo Romeo Piparo. Di Longoni anche il Ciak, demolito nel 2008 in via Sangallo e passato al tendone interno alla Fabbrica del Vapore, in vista di una struttura definitiva alla Bovisa che, secondo la proprietà, avrebbe garantito «almeno altri trent'anni di storia». La storia è invece durata ancora undici anni: tramontata la sede in Bovisa, è stato ricollocato nei pressi di piazzale Cuoco e sequestrato dalla procura di Milano nel settembre del 2019 per "mancata demolizione di opere abusive". Ora l'attività del Teatro Ciak è ufficialmente cessata.

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Nel frattempo la Show Bees di Longoni ha partecipato alla gara pubblica per la gestione del futuro Teatro Lirico di via Larga, perdendola contro Stage Entertainment. Ha tentato la via del ricorso al Tar, perdendo definitivamente nel mese di giugno del 2019

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