L'istituto scolastico di piazza Sicilia (e via Colonna) intitolato a Umberto Eco

La cerimonia si è svolta giovedì 22 novembre: un percorso artistico dedicato allo scrittore realizzato dagli alunni dell'elementare di piazza Sicilia e della media di via Colonna

Un momento dell'intitolazione (foto Comune di Milano)

E' stato intitolato a Umberto Eco l'istituto comprensivo Sicilia con sede principale in piazza Sicilia (zona Washington). La cerimonia si è svolta nella mattinata del 22 novembre. "Un giorno significativo per noi", hanno dichiarato la vice sindaco Anna Scavuzzo e l'assessore all'educazione Laura Galimberti, "che racconta di un percorso condiviso tra la scuola, il territorio, il Comune di Milano, l’Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia e la Prefettura, che ha portato alla realizzazione di questo sogno".

Alla cerimonia erano presenti la vedova del grande scrittore, Renate, e la figlia Carlotta, che hanno regalato alla scuola alcuni libri e due flauti di Eco. L'intitolazione era stata richiesta dal consiglio d'istituto della scuola, con l'avallo degli uffici scolastici regionali e della Prefettura. In seguito il Comune di Milano ha approvato una delibera di giunta, a gennaio 2018, per concretizzare l'intitolazione.

Dopo la cerimonia di scoprimento della targa, i bambini della scuola primaria hanno accompagnato i presenti per una sorta di "visita guidata" lungo un percorso artistico realizzato da loro e dedicato a Umberto Eco. La festa è poi proseguita nella scuola secondaria di primo grado di via Vittoria Colonna (De Angeli) dove gli alunni hanno messo in scena una rappresentazione teatrale e un breve concerto.

A Umberto Eco viene dunque intitolato un istituto comprensivo importante della zona di Porta Vercellina, che comprende la scuola elementare di piazza Sicilia (intitolata al poeta Angiolo Silvio Novaro e alla poetessa Caterina Franceschi Ferrucci) e la scuola media di via Vittoria Colonna (intitolata al musicista e compositore Claudio Monteverdi). 

La morte di Eco nel 2016

Umberto Eco morì a Milano nel mese di febbraio del 2016 a 84 anni. Uomo di enorme cultura, semiologo noto a livello internazionale, insegnava all'Università di Bologna. I suoi romanzi sono un successo mondiale. Il primo, del 1980, è "Il nome della rosa", che ha venduto 30 milioni di copie. 

Migliaia di persone parteciparono ai suoi funerali al Castello Sforzesco. Tra questi il sindaco di allora, Giuliano Pisapia, e il sindaco di Alessandria (sua città natale) Maria Rita Rossa, oltre a due ministri in carica (Dario Franceschini e Stefania Giannini) e tante persone del mondo culturale e dello spettacolo, tra cui Roberto Benigni e Lella Costa.

La biblioteca con 30 mila libri

Tra le particolarità di Eco, la sua casa milanese che si affaccia al Castello: una vera e propria biblioteca con oltre 30 mila volumi. Nel mese di aprile del 2018 si è saputo che l'Ateneo bolognese, dove Eco ha a lungo insegnato contribuendo a fondare il primo corso di laurea italiano in Dams (Discipline delle arti, musica e spettacolo), aveva mostrato interesse a ospitarla nel Centro internazionale di studi umanistici intitolato frattanto proprio a Eco. Un interesse alla valorizzazione della biblioteca lo aveva mostrato però anche il Comune di Milano: decideranno quindi gli eredi.

A novembre 2016, nel frattempo, Eco fu tra i nomi iscritti al Famedio del Cimitero Monumentale. E' probabilmente presto, però, per pensare d'intitolare a Eco una via o una piazza di Milano. La legge prevede che trascorrano 10 anni dalla morte e l'orientamento dell'assessore alla cultura Filippo Del Corno è quello di non procedere più con richieste di deroghe alla Prefettura come in passato (l'ultimo caso notevole fu quello di Gae Aulenti).

Tuttavia nel febbraio del 2017, per il primo anniversario della morte, il sindaco Giuseppe Sala ha affermato che, fosse per lui, l'eccezione per Eco ci sarebbe. Nel frattempo, comunque, lo scrittore ora ha una scuola a lui dedicata.

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