L'ipermercato Auchan di Rescaldina potrebbe diventare Conad: prosegue la trattativa

Non è ancora chiaro il futuro dei lavoratori, a Milano rischiano il posto oltre mille lavoratori

Non c'è ancora nessuna certezza ma utilizzando le stesse parole dell'azienda ci sono "molte probabilità" che l'ipermercato Auchan di Rescaldina diventi Conad. La società, interpellata da MilanoToday, ha precisato che "non intende chiudere punti vendita", ma non è ancora chiaro come cambierà il mall alle porte di Milano, come gli altri nello Stivale che non hanno ancora cambiato insegna.

Il piano industriale presentato da Conad lo scorso 30 ottobre è oggetto delle trattative tra azienda e parti sociali e attualmente non è ancora stato redatto un "piano operativo". In pratica non si sa quale sarà il destino dei lavoratori dei punti vendita che non sono ancora passati sotto l'ala del colosso bolognese.

I tutta Italia è a rischio il futuro di 3.105 dipendenti Auchan. Poco meno di un migliaio lavorano nella sede centrale di Milano, altri mille in 46 ipermercati che dovranno scendere di taglia e infine un migliaio nel resto della rete. 

La riunione al Mise del 30 ottobre, cosa è successo

Nella giornata di mercoledì 30 ottobre sindacati e società si sono incontrati e al Mise per parlare della trattativa. Dopo l'incontro, come riportato da Today in un articolo di Andrea Falla, i sindacati hanno diffuso una nota unitaria per fare il punto della situazione e illustrare le novità. Prima tra tutte la riduzione a 154 dei negozi acquisiti dal consorzio dei dettaglianti. Un tavolo, quello tenutosi al ministero dello Sviluppo economico, che i sindacati definiscono “sofferto e articolato”, a cui hanno partecipato, oltre ai rappresentanti sindacali, anche il Vice Capo di Gabinetto Giorgio Sorial e del sottosegretario Alessandra Todde.

La prima vera notizia che riportano le sigle è il “cambio” di piano: "Va in soffitta il piano quinquennale declinato dalla Bdc in occasione dei precedenti incontri con i sindacati; l’operazione dovrebbe avere un timing molto più ristretto e concludersi entro il mese di giugno 2020. Oltre ai 109 negozi oggetto di trasferimento e dei 5.700 addetti occupati – operazione che avverrà da ottobre 2019 a marzo 2020 - Conad procederà alla acquisizione di soli 45 altri punti vendita mentre sarebbero già in corso le trattative con un primario gruppo della Gdo per altri 31 negozi. Secondo quanto comunicato al tavolo dalla Bcd le trattative sulla cessione di ulteriori 52 negozi, con 1.735 dipendenti, sarebbero giunte ad un livello avanzato; nulla è dato sapere sui restanti 32 negozi della rete sui quali sono attivi 2.207 dipendenti".

In questo modo andrebbero quindi a ridursi il numero dei lavoratori a rischio: "L’esubero presentato dal gruppo Auchan - quantificato originariamente in circa 6.200 unità ricavati dalla maggiore incidenza del costo del lavoro rispetto al sistema Conad – si ridurrebbe a 3105 lavoratori; circa 3.100 lavoratori saranno ricollocati per il tramite dei trasferimenti nella rete commerciale. Nell’ambito dei 154 punti vendita che transiteranno al sistema Conad 29 negozi saranno oggetto della riduzione delle superfici - dal 30 al 50% in media da realizzarsi entro la fine del 2020 - per conformarsi al livello organizzativo del Consorzio di Dettaglianti".

La situazione dei supermercati Auchan

Secondo quanto reso noto da Conad la rete dei supermercati Auchan "fa registrare perdite di esercizio per 1,1 milioni al giorno". Secondo il gruppo italiano che ha comprato le attività italiane del colosso francese lo stato della "rete di Auchan è di 'grave crisi' che si è manifestata in modo significativo negli ultimi 3 anni con perdite accumulate per oltre 800 milioni nel triennio (1,1 miliardi di gestione caratteristica)".

Stando a quanto comunicato dalla società italiana la crisi è stata causata da diversi fattori: "calo delle vendite, disaffezione crescente della clientela, mancanza di investimenti, presenza di punti vendita di grandi dimensioni con costi insostenibili, costo del lavoro e affitti degli immobili molto al di sopra delle medie “di sostenibilità” del settore, scelte manageriali inadatte alle caratteristiche del mercato italiano".

E sempre secondo il colosso emiliano il deterioramento della rete "è così rapido che nel 2019 la situazione è peggiorata ulteriormente: -6,7% dei ricavi rispetto al progressivo di settembre 2018".

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