California Bakery è in crisi: Milano rischia di perdere il suo (dolce) angolo d'America

Già dichiarata fallita la casa madre, le società italiane hanno chiesto il concordato preventivo per restare a galla. 150 i dipendenti che lavorano per il marchio in città

California Bakery (dal profilo Facebook del forno)

Dopo 25 anni di attività i forni Usa a Milano rischiano di chiudere per sempre. La società madre California Bakery - a Milano dal 1995, quando aprì il suo primo punto vendita in corso Concordia - è stata dichiarata fallita dal tribunale di Milano lo scorso 17 dicembre. Le srl italiane del marchio proprietarie di locali e patrimonio, hanno chiesto di poter accedere al concordato preventivo, ovvero la procedura per scongiurare il fallimento provando a risanare l'azienda.

Il rischio di fallimento

Nel corso degli ultimi due decenni California Bakery da piccolo negozio alimentari è diventata una catena iconica, moltiplicandosi nelle otto curatissime sedi oggi presenti in giro per la città, da via Larga a viale Premuda, da corso Como a via San Vittore, da piazza Sant'Eustorgio a corso Garibaldi. Oggi però il forno americano - insieme ai suoi 150 dipendenti - rischia il fallimento.

Dopo la  sentenza di fallimento, siglata dal giudice Luisa Vasile, i creditori della società potranno chiedere l’ammissione allo stato passivo fino al prossimo 6 aprile. Il tribunale fallimentare, dopo aver esaminato le carte e i bilanci per il progetto di risanamento, dovrà esprimersi sul concordato preventivo richiesto da California Bakery Italy.

Se il tentativo di salvare California Bakery Italy, lanciata dall'imprenditore Marco d'Arrigo insieme alla moglie Caroline, non dovesse riuscire, i milanesi dovranno dire addio a brunch, colazioni e merende a base di cheesecake, bagel e pancake, sotto ai famosissimi tendoni verde chiaro e ai cestini di vimini appesi al soffitto. 

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