Fpt di Pregnana, nessun passo indietro dell'azienda: "Lo stabilimento va chiuso"

L'azienda ha incontrato i sindacati a Torino. Non è ancora chiaro quale sarà il futuro dei lavoratori

I lavoratori della Fpt

Nessun passo indietro: lo stabilimento di Pregnana del colosso dei trattori Cnh sembra essere destinato a chiudere. Nella mattinata di martedì 8 ottobre sindacati e azienda si sono incontrati a Torino e l'amministratore delegato di Fpt Industrial Annalisa Stupenengo ha confermato la volontà di chiudere la fabbrica e trasferire tutte le attività nel capoluogo piemontese. Il motivo? Uno solo: ridurre i costi. 

Per il momento non è ancora chiaro quale sarà il futuro dei lavoratori: azienda e sindacati affronteranno l'argomento quando saranno convocati al Ministero dello Sviluppo Economico. L'incontro, come confermato dalla Cgil a MilanoToday, è stato chiesto ma per il momento non è stato convocato. Nel frattempo i lavoratori hanno proclamato otto ore di sciopero per venerdì 11 ottobre quando saranno davanti al Pirellone con un presidio: "Vogliamo che il presidente Attilio Fontana sia al nostro fianco nella difesa del lavoro di tanti cittadini che vivono in questa regione".

"Una fabbrica dove la produzione va bene e i volumi aumentano"

"A Pregnana la produzione va bene e i volumi sono addirittura in aumento — dichiarano Marco Giglio, coordinatore Fim Milano Metropoli, Roberta Turi, segretaria generale Fiom Milano, Francesco Caruso, segretario Uilm Milano — . Sul sito della Fpt Industrial il plant viene definito come 'uno dei più importanti nel nord Italia non soltanto per la quantità di unità prodotte, ma anche per l'approccio tailor-made': infatti, ogni motore è adattato ai più variegati bisogni dei clienti”.

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"Non possiamo accettare la distruzione di una fabbrica storica e siamo contrari a questa strategia — hanno proseguito i sindacalisti —. Chiediamo a Cnh Industrial un piano B che consenta di salvaguardare le persone, le professionalità e la comunità locale. Un piano che preveda una sostenibilità ambientale, come quella su cui punta l'azienda, ma anche sociale".

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