Ancora guai per Cracco: dopo la stella perderà il convento di Abbiategrasso

Non è stata per ora rinnovata la convenzione col Comune per l'ex convento dell'Annunciata. Ecco perché

Carlo Cracco

Carlo Cracco, il noto chef stellato, rischia di perdere il convento dell'Annunciata di Abbiategrasso. Non sembra essere un periodo molto fortunato per la "star della cucina", che recentemente ha perso una delle due stelle Michelin, anche se in quel caso il provvedimento della guida più famosa dei ristoranti era dovuto a un fatto tecnico: il prossimo trasferimento del locale principale di Cracco in Galleria Vittorio Emanuele.

Il convento dell'Annunciata, fiore all'occhiello del centro abbiatense e di proprietà comunale, restaurato nel 2007, venne dato a Cracco in comodato gratuito (scatenando anche qualche polemica) in vista di Expo 2015. Soltanto l'allora maggioranza di centrosinistra fu favorevole a ospitare lo chef: sia la sinistra radicale, rappresentata allora come ora da Domenico Finiguerra, sia il centrodestra espressero contrarietà proprio sul punto del comodato gratuito e anche di un bando che, a loro giudizio, pareva "ritagliato" per Cracco (si chiedevano, per esempio, due stelle Michelin, fatturati molto alti negli ultimi anni e così via).

In seguito la collaborazione proseguì, non più a canone gratuito: nel 2016, per esempio, Cracco (attraverso l'associazione Maestro Martino) propose l'iniziativa Ambasciata del Gusto, da maggio a ottobre, versando alle casse comunali 8 mila euro, molto più di quanto il Comune aveva ricavato prima di Expo dal semplice affitto delle sale dell'ex convento.

Ora, cambiata l'amministrazione (è in carica Cesare Nai di centrodestra), il Comune di Abbiategrasso annuncia che la convenzione, scaduta il 15 ottobre 2017, non è stata rinnovata. Tutto perché la trattativa con Cracco per la kermesse Abbiategusto, che si è svolta dal 20 al 26 novembre, non è andata a buon fine in quanto (secondo la spiegazione del primo cittadino) le richieste dello chef e della sua associazione erano troppo esose e avrebbero fatto sforare l'amministrazione dallo stanziamento di 75 mila euro più Iva. 

Di conseguenza, sempre stando a Nai, non è stata nemmeno rinnovata la convenzione. Anche se, al momento, l'associazione di Cracco è ancora presente all'ex convento, ad esempio con tutte le attrezzature della scuola di cucina. E non è detto che, in extremis, si arrivi a un accordo. Domenico Finiguerra, in consiglio comunale, è tornato all'attacco con una interrogazione al sindaco, nella quale ha chiesto lumi sui vantaggi economici e di immagine prodotti dalla presenza di Cracco all'Annunciata in tutti questi anni. Poi, su Facebook, ha pubblicato un post decisamente polemico, intitolato in modo emblematico: "Non siamo tutti ciula".

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