Fare impresa sociale e buona economia con i beni confiscati alle mafie: si può

Don Luigi Ciotti Presidente Libera

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di MilanoToday

Si è svolto oggi presso l'UniCredit Tower Hall il convegno organizzato da UniCredit Foundation in collaborazione con Libera 'Fare Impresa Sociale e Buona Economia con i Beni Confiscati alle Mafie: si può!'. I lavori sono stati introdotti da Giuseppe Vita, Presidente di UniCredit, cui sono seguiti gli interventi di Valeria Fedeli, Vice Presidente del Senato della Repubblica Italiana, e di Maurizio Carrara, Presidente di UniCredit Foundation.

La mattinata è continuata con una Tavola Rotonda moderata da Serena Uccello, giornalista de Il Sole 24 Ore, a cui hanno partecipato: Nando Dalla Chiesa, Presidente Comitato Antimafia del Comune di Milano, Giuseppe Carrozza, Direttore Consorzio Terre del Sole Reggio Calabria, Giovanni Puglisi, Presidente Fondazione Sicilia e Valentina Fiore, Amministratore Delegato Consorzio Libera Terra Mediterraneo. A seguire le considerazioni di Maurizio Martina, Ministro delle Politiche Agricole e Forestali e di Roberto Maroni, Presidente della Regione Lombardia e già Ministro degli Interni.

Le conclusioni della giornata sono state affidate a Don Luigi Ciotti, Presidente Nazionale Libera che, come in varie occasioni, ha sottolineato che: "I beni confiscati e destinati a uso sociale sono stati una svolta nella lotta alle mafie, e un'occasione di rigenerazione sociale ed economica. Da quei beni sono nati infatti speranza, dignità e lavoro. Nel segno di un'economia che non dimentica il suo senso etico d'impresa per il bene comune".

Secondo i dati forniti dal Ministero dell'Interno, nel periodo 1-8-2013/31-7-2014 i beni sequestrati alle mafie sono stati 10.769 per un valore di quasi 5 miliardi di euro, mentre nello stesso periodo i beni confiscati sono stati 3.513 per un valore di oltre 2 miliardi di euro. Il Fondo Unico di Giustizia a fine luglio 2014 risultava di oltre un miliardo di euro. Da sottolineare che nel periodo considerato le aziende sequestrate sono state 709, mentre quelle confiscate sono state 161. Le regioni maggiormente interessate al sequestro e alla confisca dei beni sono soprattutto quelle meridionali, ma tra le prime sei entrano anche Emilia Romagna e Lombardia, a conferma della pervasività nazionale dei fenomeni mafiosi.

"Questi dati e la loro dimensione - ha sostenuto Maurizio Carrara, Presidente di UniCredit Foundation - mettono in luce come il patrimonio confiscato alla criminalità organizzata possa essere una grande risorsa per la collettività, non solo per il suo valore economico, ma soprattutto per la sua grande valenza civica e sociale. Affinché l'azione delle Forze dell'Ordine e della Magistratura, ovvero dello Stato, non venga vanificata - ha aggiunto il Presidente di UniCredit Foundation, riprendendo diversi spunti emersi nel corso dell'incontro - è necessaria un'assunzione di responsabilità da parte della società civile e dei suoi corpi intermedi. Per questo UniCredit Foundation e UniCredit hanno investito 1,2 milioni di euro in 10 progetti in diverse Regioni italiane, con l'obiettivo di dimostrare non solo che i beni confiscati possono essere indirizzati verso importanti funzioni sociali, ma anche che è possibile farlo nel rispetto della legalità. Questo è ancor più vero per quanto riguarda le aziende confiscate, che devono poter generare un positivo valore aggiunto rispettando le leggi e i contratti di lavoro, indicando modelli di comportamento virtuosi capaci di dare risposte di speranza, soprattutto alle giovani generazioni".

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