Boom di coltivazione di piante tessili in Lombardia: +1.100% in un anno

Cresce moltissimo il numero d'imprese agricole che si occupano di piante tessili. E' il settore più in crescita in Lombardia

La canapa, la principale "responsabile" del boom di coltivazione di piante tessili

A Milano (e provincia) ci sono 3.500 imprese agricole, sono quasi 46 mila in tutta la Regione: "vince" la provincia di Brescia, che ne ha circa 10 mila. Seguono Mantova (8 mila) e Pavia (6 mila), poi Bergamo, Cremona e appunto Milano. Lo rende noto la Camera di commercio su dati del registro imprese a fine settembre 2018.

Quasi una impresa su quattro ha una imprenditrice donna, mentre crescono gli stranieri e sono stabili i giovani. Le imprese gestite da donne nei settori agricoli sono infatti circa 10 mila. Gli stranieri imprenditori agricoli in Lombardia sono 676. Gli imprenditori agricoli nella Città Metropolitana di Milano sono 3.500 di cui 1.032 nel Comune di Milano, nove in più che nel 2017. 

Boom per le piante tessili

Nel 2018, in Lombardia, si è verificato un vero e proprio "boom" della coltivazione di piante tessili. Le imprese in questo campo erano appena 6 nel 2017 e sono diventate 73, con una crescita del 1.116,7%. Statisticamente al secondo posto, ma poco rilevante per lo scarso numero di attività, la crescita delle imprese specializzate in allevamento di cammelli, passate da 2 a 3 (+50%).

Seguono il settore degli alberi di Natale (+29,3%, da 41 a 53) e quello delle spezie e delle piante farmaceutiche (+29,1%, da 103 a 133). Alta anche la crescita nella coltivazione di patate: +28,6%, da 14 a 18 imprese. Crescono anche le imprese che coltivano riso, uno dei prodotti tipici lombardi: da 243 diventano 266, +9,5%. 

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Commenti (1)

  • 50 Anni fa le coltivazioni di juta (introdotta da agricoltori giapponesi) sulle rive dei fiumi qui in Amazzonia erano molto comuni. Una delle poche attività redditizie degli abitanti dei villaggi. Poi la concorrenza delle fibre sintetiche ha ridotto drasticamente questa occupazione, che esige molto sacrificio: Specialmente per la tecnica di pulizia della fibra: la si tiene a mollo per giorni, fino a fare marcire il caule, poi la si deve sbattere e lavare nell'acqua (marcia e puzzolente) per separare le fibre, e alla fina farla seccare al sole. A quanto pare non è ancora stata inventata una macchina per sfibrare meccanicamente il prodotto secco, che ha una consistenza diversa dal sisal, dal lino, o dalla canapa, o altt fibre vegetali..

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