Milano, il Comune: "Vicini ai lavoratori Auchan, seguiamo la situazione con attenzione"

L’assessora alle Politiche per il Lavoro, Cristina Tajani, commenta il caso dopo le proteste

Le proteste

“Voglio esprimere, come rappresentante dell’Amministrazione milanese, la mia vicinanza e attenzione alla situazione dei lavoratori e lavoratrici Auchan, realtà recentemente acquisita dal Consorzio di cooperative dettaglianti, Conad. Un capitale umano che, ad oggi, non ha certezze, sia sul piano del rilancio industriale sia sul proprio futuro occupazionale. Si tratta di oltre 6mila persone a livello nazionale di cui circa mille sul territorio milanese”. 

Così l’assessora alle Politiche per il Lavoro, Attività produttive e Commercio Cristina Tajani commenta l’incontro avvenuto giovedì mattina presso gli uffici dell’Assessorato con la delegazione dei lavoratori Auchan in presidio in piazza Duomo.

“Come Amministrazione – conclude Tajani – siamo pronti a mantenere viva l’attenzione delle Istituzioni sulle istanze portate avanti da lavoratori e lavoratrici. Il mio ufficio è sempre aperto e disponibile alla realizzazione di un tavolo di confronto, tra proprietà e rappresentanze sindacali, per individuare comuni strategie per garantire il futuro della realtà distributiva e la continuità occupazionale”.

La fusione Auchan-Conad

Sono sedici i supermercati Auchan di Milano che hanno cambiato insegna diventando Conad. Gli ultimi due, in via Circo e in via Astesani, riapriranno con la "nuova maglia", aveva fatto sapere la società attraverso un comunicato.

Non è ancora chiaro quale sarà il futuro dei supermercati Auchan dell'hinterland milanese. Nelle scorse settimane l'azienda aveva fatto sapere che c'erano "molte probabilità" che l'ipermercato Auchan di Rescaldina diventasse Conad. La società, interpellata da MilanoToday, aveva precisato che non intendeva chiudere punti vendita, ma non è ancora chiaro come cambierà il mall alle porte di Milano.

Il piano industriale presentato da Conad lo scorso 30 ottobre è oggetto delle trattative tra azienda e parti sociali e attualmente non è ancora stato redatto un "piano operativo". In pratica non si sa quale sarà il destino dei lavoratori dei punti vendita che non sono ancora passati sotto l'ala del colosso bolognese.

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