"L'azienda va bene, ma chiude": 361 lavoratori Fedex e Tnt a rischio licenziamento, sciopero

Il dramma dei lavoratori del colosso americano di trasporti e spedizioni. Scatta lo sciopero

I lavoratori Fedex

Da un lato i numeri in positivo - denunciano sindacati e dipendenti - dei bilanci dell'azienda, che non più di due anni fa ha portato a termine un investimento di oltre quattro miliardi di euro. Dall'altro i numeri in rosso degli esuberi, il termine tecnico, freddo, con il quale la società ha individuato le donne e gli uomini che sembrano non servire più. In mezzo il dramma di ragazze, ragazzi e famiglie che da un momento all'altro, come un fulmine a ciel sereno, rischiano di trovarsi senza un lavoro e senza un futuro. 

Sono giorni drammatici per i dipendenti Fedex e Tnt - i due colossi dei trasporti e delle spedizioni - che nelle ultime settimane hanno annunciato un piano di riorganizzazione aziendale che taglia, e non di poco, il numero dei lavoratori.

A due anni dall'acquisto di Tnt - operazione chiusa a maggio 2016 per un valore di 4,4 miliardi di euro - Fedex ha infatti presentato ai propri impiegati il piano di fusione fra i due gruppi e il conto è salatissimo proprio per quegli stessi impiegati. 

Fedex e Tnt, 361 esuberi e oltre 100 trasferimenti

"Le due multinazionali - hanno spiegato i sindacati FiltCgil, FitCisl e Uiltrasporti - hanno presentato il loro piano industriale per costruire la nuova società che nascerà dalla loro fusione dichiarando in totale 361 esuberi" in tutta Italia, dove dovrebbero chiudere ventiquattro filiali operative Fedex su trentaquattro, con la "gemella" Tnt che sembra invece pronta a dire addio a due centri e a dismettere l'attività di gestione e smistamento delle consegne. 

È già stata aperta - hanno denunciato le sigle sindacali - "una procedura di licenziamento collettivo per 315 lavoratori Fedex e per 46 lavoratori Tnt. Inoltre è stata avviata la procedura di trasferimento collettivo per 92 dipendenti addetti alle vendite di Tnt e per 23 dipendenti di Fedex", che - secondo lavoratori e sindacalisti - sono altri licenziamenti mascherati a causa della distanza tra la sede di partenza e quella di arrivo.

Video | "Parliamo di un'azienda che sta bene"

Fedex, i punti a rischio 

A rischiare in Lombardia sono il punto di Cernusco sul Naviglio - sembra che siano quattro i licenziamenti pronti -, quella di Ornago, in Brianza, - che dovrebbe addirittura chiudere - e quella di Concorezzo, dove i lavoratori in esubero sarebbero tredici.

Giorni difficili anche per i lavoratori di Malpensa - Fedex - e Peschiera Borromeo - Tnt -, il cui futuro sembra essere appeso a un filo. 

"Lavoro a personale esterno sfruttato"

Eppure, stando a sindacati e dipendenti, Fedex ha i conti in attivo e la gestione attuale ha sempre dato i suoi frutti. Così, il motivo dei licenziamenti di massa viene visto - le parole di Cgil, Cisl e Uil, nel "mero taglio lineare dei costi del lavoro" con "un’assegnazione delle lavorazioni a personale esterno sfruttato, precario e meno costoso". 

I problemi, hanno raccontato gli impiegati in una lettera accorata a David Binks, presidente di Fedex Europa e dg di Tnt, sono iniziati con l'acquisizione di Tnt, che pure "era necessaria perché offriva l'ampia infrastruttura e vastità di mezzi che in Europa mancavano".

Poi, però, "si è deciso di appoggiare lo stesso piano organizzativo Tnt ma sono anni che in Italia il loro bilancio è in rosso". "Noi siamo convinti che modelli diversi che combinino il profitto aziendale con il lavoro dignitoso delle persone siano possibili - hanno gridato i lavoratori -. Dietro i 315 esuberi ci sono persone orgogliose di indossare la divisa Fedex e che vogliono continuare ad indossarla per tanto tempo ancora. In Fedex - hanno concluso i dipendenti - i 315 esuberi sono risorse, non costi". 

Foto - I lavoratori Fedex fuori dalla sede di Cernusco

protesta lavoratori fedex-2

"Affrontare le nuove tendenze del mercato"

Diversa, invece, la linea dell'azienda. "I motivi organizzativi ed economici per i quali la società ritiene di non poter adottare misure alternative idonee a porre rimedio all'eccedenza dell'organico - si legge in un comunicato - sono da individuarsi nel carattere definitivo e strutturale del provvedimento di chiusura delle filiali, che la società è stata costretta ad adottare a fronte della necessità di efficientare la distribuzione delle merci in conseguenza della acquisizione di Tnt, attraverso la razionalizzazione delle unità presenti sul territorio e spesso sovrapposte". 

E ancora: "L'ottimizzazione dei processi e delle risorse e la razionalizzazione saranno le leve per generare le efficienze e le sinergie necessarie per consentire all'azienda di affrontare con successo le nuove tendenze del mercato e per soddisfare al meglio le esigenze dei clienti". 

Nonostante le spiegazioni, gli operai di tutta Italia - che domenica sono stati anche idealmente abbracciati da Papa Francesco a Roma - sono pronti a dare battaglia e dopo una prima assemblea pubblica che si è tenuta nei giorni scorsi a Cernusco sul Naviglio per il 17 maggio è già stato proclamato lo sciopero generale. 

Foto - I lavoratori lombardi della Fedex a Roma

lavoratori fedex papa-2

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Commenti (5)

  • le coop.....ti danno uno stipendio da fame, senza diritto alle ferie, malattie non pagate, TFR zero. è normale che le aziende prendano quel personale. niente diritti x i lavoratori, li chiamano al bisogno. bisognerebbe abolirle e basta

    • concordo

    • Questa volta ha perfettamente ragione.

  • tanto le multinazionali si sa che chiudono ed aprono sempre

  • andrà tutto in mano alle cooperative.ti sfondano di lavoro a 5 € ad ora. che aboliscano queste associazioni a delinquere pegslizzate

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