Licenziamenti sospesi: c'è una speranza per gli 883 dipendenti della Sirti che rischiano il posto

I licenziamenti saranno sospesi fino al prossimo incontro al ministero dello sviluppo economico

I lavoratori della Sirti

C'è uno spiraglio di luce per gli 883 operai della Sirti che rischiano di essere licenziati: l'azienda ha sospeso la procedura di licenziamento fino al prossimo incontro al ministero dello sviluppo economico. Il fatto è stato reso noto con un comunicato congiunto dai coordinatori nazionali Fim, Fiom, Uilm Sirti dopo il tavolo che si è svolto martedì al ministero.

 "Al confronto di ieri — hanno chiosato i sindacati — abbiamo ribadito l'inaccettabilità degli 833 esuberi dichiarati, chiedendo all'azienda di 'passare dalle parole ai fatti' con una sospensione della procedura e al Mise l'apertura di un tavolo di settore sulle installazioni telefoniche".
 
"L'azienda - riferiscono i sindacalisti - ha accettato di sospendere la procedura, consentendo di fissare un incontro per il prossimo 21 marzo a Milano, in Assolombarda, che ci consentirà di 'verificare le carte', ovvero la concreta esistenza di un piano alternativo ai licenziamenti, che dovrà risultare condivisibile e soprattutto sostenibile. La nostra richiesta è stata condivisa anche dal ministero, con il vice capo di gabinetto Sorial, il quale ha dichiarato la propria disponibilità a favorire tanto la positiva soluzione della vertenza, quanto la richiesta sindacale di un tavolo di confronto del settore delle telecomunicazioni".

"Nel ribadire come l'obiettivo 'esuberi zero' non può e non deve essere una chimera, abbiamo esplicitato l'assoluta necessità del contributo dei ministeri del Lavoro e dello Sviluppo economico per la soluzione della vertenza. Dal momento in cui la procedura è solo sospesa, per Fim, Fiom e Uilm rimane attiva la mobilitazione, con le manifestazioni della 'settimana della lotta' programmate a Bari, Treviso e Milano. Dopo aver preso visione delle proposte che Sirti avanzerà il 21 marzo, valuteremo — concludono i sindacalisti — se ci sono le condizioni per proseguire il confronto e, eventualmente, quali forme e modalità adottare per le prossime iniziative di mobilitazione".
 

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